Gucci Love Parade, omaggio kolossal a Hollywood

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La Walk of Fame usata come passerella, in uno show kolossal, con Jared Leto, Macaulay Culkin, Miranda July e St. Vincent sulla catwalk e abiti da Mille e una notte. Hollywood chiama, Gucci risponde. E' a Los Angeles che la griffe della doppia G ha mandato in scena la sua Love Parade, una parata d'eccezione su Hollywood Boulevard, la prima sfilata dal vivo dopo la pandemia. "Questo è un sogno che diventa realtà, è stata un'emozione immensa" ha spiegato il direttore creativo, Alessandro Michele, che anche nel front row ha chiamato a raccolta una parata di celebs da Gwyneth Paltrow in completo vintage Gucci disegnato da Tom Ford nel 1996 a Diane Keaton fasciata in un cappotto della collezione Aria, fino a Dakota Johnson, Miley Cyrus, Bilie Eilish, Anjelica Huston e i Maneskin.

Oltre 100 le uscite, come gli anni che la maison fiorentina compie quest'anno e che hanno voluto rappresentare un omaggio di Alessandro Michele al mondo del cinema, come ha rimarcato lui stesso nelle 'Nine Letters dripping with desire' che hanno accompagnato l'evento, con il numero 9 che si riferisce alle 9 lettere che compongono la scritta Hollywood. "Hollywood è un tempio greco popolato da divinità pagane - ha detto lo stilista -. Mamma lavorava come assistente di una casa di produzione. Ricordo tutte le storie che mi raccontava, dettagliate e scintillanti, su quella fabbrica dei sogni. C’era il pallore d’alabastro di Marilyn Monroe e la sua voce diafana. C’erano i guanti neri satinati di Rita Hayworth e i capelli vellutati di Veronica Lake, così come il fascino ammaliante di Rock Hudson e il trasformismo vertiginoso di Kim Novak. Tutto aveva il sapore della fiaba".

A quei tempi, ha ricordato lo stilista, "abitavamo in una casa occupata nella periferia di Roma. Avevo bisogno di respirare. Quei racconti sovversivi mi aiutavano a squarciare il grigio. Erano la mia fuga, la mia diserzione. Da laggiù, da quel punto del mondo, Hollywood appariva come un astro luminosissimo e splendente. Nove lettere piene di desiderio. Quando ho cominciato a riflettere su come avrei voluto celebrare questo nuovo capitolo della mia avventura lavorativa, ho pensato a mamma e al suo lascito prezioso. Ho pensato al culto della bellezza di cui mi ha nutrito. Al dono irrinunciabile del sogno. All’aura mitopoietica del cinema. E ho scelto Hollywood Boulevard".

E allora Hollywood sia: modelle e modelli escono dal Chinese Theatre, storico cinema degli Academy Awards, sulle note di Bjork, con outfit degni di red carpet e pezzi assemblati alla Gucci maniera: tuxedo doppiopetto di ispirazione Seventies, pantaloni con i lacci a vista o mega zip, passando per abiti bondage e sm, bustier e top in latex, guanti e diademi fino ai ciondoli a forma di sex toys, portati anche come gioielli per il viso. Gli evening gown scenografici strizzano l'occhio alle vestaglie con bordi in marabù amatissime dalle star hollywoodiane, Mae West e Marilyn Monroes su tutte.

E ancora, spazio ad autoreggenti, cappelli da cowboy, maschere fetish, tutine da ciclista, corsetti e guanti neri che si arrampicano fino alle spalle. Per l'uscita finale tutti i modelli si riversano su Hollywood boulevard dove campeggia la scritta 'All Black lives matter' dove fa capolino lo stesso Alessandro Michele, in tuxedo oversize e jeans. "Mia madre diceva che Los Angeles risplende di una magia propria, che è senza tempo - ha osservato il creativo - è un posto che sfiora la divinità, diventando una mitologia del possibile". Grazie a lui Hollywood, per una notte, si è trasformata in Gucciwood "nove lettere piene di desiderio". (di Federica Mochi)

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