Guerra al carbone di Bloomberg arriva anche in Ue: piano da 50 mln

A24/Spa

New York, 9 nov. (askanews) - La guerra contro il carbone del miliardario Michael Bloomberg si allarga fuori dei confini americani. L'ex sindaco di New York nonché inviato speciale Onu per il cambiamento climatico, dal 2010 ha finanziato in Usa una campagna da 164 milioni di dollari per ridurre il riscaldamento climatico provocato da combustibili fossili; da allora, oltre la metà degli impianti a carbone della nazione (presi di mira anche dall'ex presidente Usa Barack Obama) ha chiuso. Ora Bloomberg intende ampliare la sua iniziativa in Europa e nel resto del mondo. Per questo l'uomo a capo dell'impero dell'informazione finanziaria che porta il suo cognome ha annunciato un piano di 50 milioni di dollari. A darne notizia in esclusiva è il Guardian.

Bloomberg si trova a Bonn, in Germania, dove fa da capofila di Stati, città e aziende pronte ad agire contro il climate change nonostante la linea del Commander in chief Donald Trump, che ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dallo storico accordo di Parigi sul clima tanto voluto dal suo predecessore.

Per l'Europa, Bloomberg vuole sfruttare il costo in calo delle energie rinnovabili e le crescenti preoccupazioni legate all'inquinamento per accelerare la chiusura di impianti a carbone. Da questa materia prima arriva ancora il 20% delle emissioni di biossido di carbonio nel vecchio continente, con Germania e Polonia che sono i principali Paesi inquinanti. Il Regno Unito, fino a non molto tempo fa la terza nazione più inquinante in Europa, ha fatto passi da gigante. (Segue)

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