"Guerra delle targhe" tra Serbia e Kosovo

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Stop alla circolazione con targhe serbe: protesta al confine

Escalation nella "guerra delle targhe" tra Serbia e Kosovo, con Pristina che denuncia attacchi a due centri d'immatricolazion**e. Da ormai quasi una settimana camion e mezzi pesanti in arrivo dalla Serbia bloccano per protesta l'accesso a due posti frontalieri che praticano la nuova politica, introdotta da Pristina il 20 settembre: l'imposizione di targhe provvisorie locali, in luogo di quelle originarie, per circolare sul territorio kosovaro**.

Pristina: "Incendi e bombe a mano su due centri di immatricolazione"

Le autorità parlano di "misura di reciprocità", adottata in risposta alla linea da anni praticata da Belgrado e denunciano un crescendo di atti vandalici. "Un centro di immatricolazione è stato incendiato nella notte a Zubin Potok - dice il primo ministro Albin Kurti -. Mentre su quello di Zvecan sono state tirate due bombe a mano, che fortunatamente non sono esplose".

Belgrado invia i caccia: "Un avvertimento e un invito al dialogo. Non cerchiamo lo scontro"

Tensioni e manifestazioni di protesta non scoraggiano però Pristina, che conferma la linea dura. Forze speciali della polizia sono state inviate nelle zone calde per permettere l'applicazione della controversa misura, mentre testimoni locali riportano costanti sorvoli dei caccia dell'aviazione serba. "Non una minaccia ma un messaggio preventivo - le rassicurazioni di Belgrado - non cerchiamo incidenti e scontri ma il ritorno al tavolo negoziale". Allarmate dal crescendo di attriti e tensioni, Bruxelles e Washington hanno invitato entrambe le parti al dialogo.

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