Le mani sul Donbass, di nuovo al centro del mondo. Mosca: "Così finisce male"

Lorenzo Santucci
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DONBASS, UKRAINE - APRIL 08: (----EDITORIAL USE ONLY â MANDATORY CREDIT - "UKRAINIAN PRESIDENCY / HANDOUT" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS----) Ukrainian President Volodymyr Zelensky (L) salutes a soldier during his visit to a front in Donbass, Ukraine on April 08, 2021. (Photo by Presidency of Ukraine / Handout/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Anadolu Agency via Getty Images)
DONBASS, UKRAINE - APRIL 08: (----EDITORIAL USE ONLY â MANDATORY CREDIT - "UKRAINIAN PRESIDENCY / HANDOUT" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS----) Ukrainian President Volodymyr Zelensky (L) salutes a soldier during his visit to a front in Donbass, Ukraine on April 08, 2021. (Photo by Presidency of Ukraine / Handout/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Anadolu Agency via Getty Images)

“La Russia ha al confine con l’Ucraina più truppe di quante non ne abbia mai avute dal 2014. Gli Stati Uniti sono sempre più preoccupati dalla recente escalation dell’aggressione russa nell’Est ucraino, tra cui i movimenti di truppe sul confine”. L’allarme lanciato giovedì dalla portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha riacceso i riflettori sul Donbass, l’unico conflitto ancora in corso in Europa. Gli attacchi militari della fine di marzo, quando quattro soldati dell’esercito ucraino sono rimasti uccisi, si sono protratti per settimane - fino a portare a venticinque le vittime ucraine uccise dall’inizio dell’anno - con accuse reciproche sulla matrice delle violenze.

Per Kiev, che oggi ha dichiarato l’uccisione di un suo soldato vittima “di un attacco mirato lanciato dalle forze armate della Federazione Russa”, sono nove gli attacchi dei separatisti alle loro truppe, con filmati che testimoniano l’avanzamento russo verso il confine, mentre i filorussi chiedono il rispetto del cessate il fuoco e da Mosca accusano gli avversari di “vivere con l’illusione di una soluzione di forza”, come dichiarato venerdì dalla portavoce degli Esteri Maria Zakharova. Ancora più duro è stato il commento del vice presidente del Senato russo, Konstantin Kosachev, il quale ha parlato di “isteria occidentale” per quel che riguarda il “dispiegamento delle truppe russe”. In realtà, questa mossa “ha un solo fine: aumentare la propria presenza militare nella regione”.

L’intensificazione militare, che ha visto mobilitarsi mezzi e uomini a circa un centinaio di chilometri dall’Ucraina e lungo il confine con la Crimea (annessa nel 2014), è stata giustificata dal Cremlino come una necessità, in risposta a “pericolose azioni provocatorie” verificatesi nel Donbas...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.