Guerra in Ucraina, inflazioni, euro debole e rincari. Le preoccupazioni degli europei

Guerra in Ucraina, inflazioni, euro debole e rincari. Le preoccupazioni degli europei

A Bruxelles dopo la pausa estiva le istituzioni europee e le persone sono tornate al lavoro, con diversi problemi da risolvere. Sono tante le preoccupazioni: la siccità in Europa, la peggiore dagli ultimi 500 anni, l'inflazione in aumento, l’euro debole e la guerra in Ucraina che prosegue.

Le istituzioni questo mercoledì hanno celebrato il Giorno dell'Indipendenza dell'Ucraina, a sei mesi dall'inizio dell'attacco da parte della Russia. Un modo per dimostrare da che parte sta l’Unione europea.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è scesa in piazza insieme alla comunità ucraina nel centro di Bruxelles. E’ stata issata una bandiera gigante con i colori giallo e blu. C’era un’atmosfera di grande unità e positività come il messaggio della von der Leyen sul futuro del paese dilaniato dalla guerra.

“Insieme a tutti voi ricostruiremo le vostre città mattone dopo mattone, ripianteremo i giardini e i campi seme dopo seme. Grazie ai vostri sacrifici, i vostri figli cresceranno in un'Ucraina giusta e libera”, ha sottolineato la von der Leyen.

Parole di conforto ma il conflitto per ora prosegue. Quello che i paesi europei pensano è che è che questa guerra durerà ancora a lungo e gli analisti sono preoccupati.

Secondo Bruno Lété del Fondo Marshall: “La Russia è un paese vicino dal punto di vista geografico, è una cosa che non si può cambiare. Quindi la domanda è: che tipo di struttura dobbiamo creare per garantire la pace nei prossimi anni? Questo è il problema ora perché Russia ed Europa non hanno un dialogo. Il loro obiettivo e la loro visione sulla sicurezza europea sono fondamentalmente diversi. Questa differenza fondamentale tra Mosca e gli Stati membri europei, temo che sia un fattore che alimenta la tensione e l'insicurezza nel continente europeo.”

Sei mesi fa, quando la Russia ha invaso l’Ucraina ha anche innescato la più grande crisi di rifugiati dalla Seconda guerra mondiale. Secondo lAgenzia Onu per i Rifugiati, l'UNHCR, in Europa ci sono al momento circa 6,7 milioni di profughi ucraini. La maggior parte è in Polonia, Germania e Repubblica Ceca.

L’Unione europea ha lanciato un programma di protezione temporanea, ma ora la solidarietà, l'offerta di alloggi e le risorse si stanno esaurendo. Intanto la sussidiaria di Google “JIGSAW” lancerà una campagna la prossima settimana nell'Europa orientale per contrastare la disinformazione nei confronti dei rifugiati ucraini.

Le sfide dell'Ue tra guerra e crisi del gas

Di questi temi ne abbiamo parlato con Florian Trauner, Professore di Scienze politiche presso La Libera Università di Bruxelles. Secondo Trauner il permesso di protezione temporanea è stata davvero un'innovazione da parte dell’Unione europea ed è sicuramente uno strumento molto efficace. Fornisce protezione immediata agli ucraini non appena entrano nel territorio dell'Unione.

Méabh Mc Mahon, euronews: Professore lo considera un successo?

Florian Trauner: “È sicuramente un successo perché fornisce un primo aiuto agli ucraini al loro arrivo. Non hanno a che fare con la compilazione di tutti documenti e carte varie. È relativamente poco burocratico e anche abbastanza veloce. Detto questo, ci sono sicuramente dei nodi da sciogliere. Hanno accesso al mercato del lavoro ma devono superare delle barriere perché non parlano le lingue di alcuni paesi. Quindi, è molto difficile integrarli nel mercato del lavoro. C'è il problema delle loro qualifiche. Non è automatico che gli Stati membri riconoscano le qualifiche che gli ucraini hanno acquisito in patria.”

Euronews: “Può spiegarci meglio quali sono questi problemi?”

Florian Trauner: “Nei primi mesi in cui gli ucraini sono arrivati in Europa abbiamo visto tanta solidarietà, tanto entusiasmo da parte della società civile, cittadini comuni che accoglievano i rifugiati nelle loro case per dormire e vivere. C'era molta disponibilità ad aiutarli.”

“Ora dopo alcuni mesi le persone che hanno accolto gli ucraini hanno il desiderio di stare da soli con le loro famiglie. Ecco che i rifugiati non riescono più a trovare facilmente degli alloggi dove stare presso i privati cittadini. Gli Stati non hanno le capacità e le risorse per fornire alloggio a tutti gli ucraini che in questo momento non sono più ospitati dai cittadini comuni. Abbiamo il problema di trovare una sistemazione adeguata in questo momento in modo da fornire più stabilità agli ucraini stessi. Questa è una delle crepe.”

“La seconda è la scolarizzazione. Molti, il 90% degli ucraini che stanno arrivando, sono donne o bambini. Quindi abbiamo già circa mezzo milione di bimbi che frequentano la scuola, gli istituiti negli Stati membri dell'Ue. Probabilmente arriveranno molte altre persone. C'è bisogno di ulteriori insegnanti. In Germania, ad esempio, si stima che saranno necessari fino a 24.000 insegnanti in più."

“Queste sono le vere sfide che devono essere affrontate. Vediamo anche che la società civile è meno disposta a dare il proprio sostegno in questo momento. C'è meno sostegno finanziario per le attività. C'è meno coinvolgimento dei cittadini con gli attori della società civile. Semplicemente le persone stanno diventando un po' esauste, mentalmente esauste. Questi sono tutti problemi visibili.”

“Sarà sicuramente un inverno molto difficile. Ancora una volta ci si dovrà basare sulla solidarietà. Le persone devono risparmiare energia individualmente, e gli stati devono fornire aiuti.”

La pressione della Russia calerà

Euronews: Unità. Proprio su questo ci si domanda come farà l'Unione europea a restare unita quest'inverno quando le cose si faranno davvero difficili. Stiamo assistendo a una recessione ovunque.

Florian Trauner: “Sarà sicuramente un inverno molto difficile. Ci sono dei piani su come affrontare tutto questo. E ancora una volta ci si dovrà basare sulla solidarietà. Le persone devono risparmiare energia individualmente, e gli stati devono fornire aiuti. Se uno stato non ha il gas deve essere aiutato da chi ne ha di più. Va anche tenuto presente che la pressione di Putin è molto forte ma anche a breve termine. Superato questo inverno, la pressione diminuirà gradualmente e l'Europa si vedrà in una posizione migliore nei prossimi inverni.”

Nonostante le sfide e le incertezze del futuro, Bruxelles ha donato un po’ di pace alla comunità ucraina residente nella capitale belga. I bambini hanno riso mentre le loro famiglie erano in fila per ammirare il Manneken-Pis la famosa statua di nel centro della città, ornata con i tradizionali abiti ucraini.

“Siamo molto felici di vedere tanti ucraini anche qui e siamo rimasti molto colpiti nel vedere la bandiera e gli abiti del paese. E’ tutto molto bello”, ha fatto notare una signora ucraina. Qui in Belgio i rifugiati si sentono protetti. Possono prendersi cura delle loro famiglie grazie anche al sostegno del governo belga, in attesa di poter tornare nella loro patria.