Guerra in Ucraina, Mosca: “Tregua a Mariupol solo con bandiera bianca su acciaieria Azovstal”

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guerra in ucraina Mariupol
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Guerra in Ucraina: Mosca ha annunciato che l’esercito russo è pronto a rispettare una tregua a Mariupol se sull’acciaieria di Azovstl verrà innalzata la bandiera bianca.

Guerra in Ucraina, Mosca: “Tregua a Mariupol solo con bandiera bianca su acciaieria Azovstal”

Il Ministero della Difesa russo ha diramato un comunicato con il quale ha annunciato che l’esercito è pronto “in qualsiasi momento” a rispettare un cessate il fuoco su “tutta o una parte” dell’area industriale dell’acciaieria di Azovstal, a Mariupol. La tregua verrebbe messa in atto al fine di consentire l’evacuazione dei civili da Azovstal e la resa definitiva delle ultime forze ucraine della resistenza che si trovano nella città orientale del Paese.

Nello specifico, il Ministero della Difesa ha riferito: “Il punto di partenza di questa tregua umanitaria sarà l’innalzamento da parte delle formazioni armate ucraine di bandiere bianche su tutto o parte del sito di Azovstal”.

Putin su guerra in Ucraina e assedio di Mariupol: “Kiev non consente alla resistenza di arrendersi”

In merito all’evacuazione dei civili dall’acciaieria di Mariupol, è intervenuto il presidente russo Vladimir Putin. Per il leader del Cremlino, infatti, sarebbe il Governo di Kiev a impedire a soldati e civili intrappolati a Azovstal di lasciare il sito industriale e mettersi in salvo.

A questo proposito, al termine di un colloquio telefonico tra Putin e il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, il Cremlino ha diffuso la seguente nota: “È stato notato che dopo la liberazione di Mariupol, per motivi umanitari, è stato dato l’ordine di annullare l’assalto alla zona industriale dello stabilimento. Allo stesso tempo, a tutti i militari delle Forze armate ucraine, ai militanti dei battaglioni nazionali e ai mercenari stranieri è stata garantita l’incolumità, un trattamento dignitoso in conformità con il diritto internazionale e la fornitura di cure mediche qualificate. Ma il regime di Kiev non consente di sfruttare questa opportunità“.

Incontro Putin-Zelensky solo con esito positivo dei negoziati

Nella nota diramata dal Cremlino dopo il confronto con Michel, è stato anche precisato che il presidente russo Putin valuterà di incontrare il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky esclusivamente se i negoziati tra la delegazione di Mosca e la delegazione di Kiev si dovessero concludere in modo positivo. Il leader russo ha, infatti, sottolineato che sinora l’Ucraina non si è dimostrata coerente.

In merito alla questione, la nota del Cremlino ha osservato: “Rispondendo all’appello di Charles Michel per un contatto diretto con Volodymyr Zelensky, il presidente della Russia ha ribadito la nota posizione in merito, rilevando che tale possibilità dipende, in particolare, dai risultati concreti dei negoziati in corso tra i rappresentanti russi e ucraini, durante i quali la parte ucraina mostra incoerenza e non è pronta a cercare soluzioni reciprocamente accettabili”.

Zelensky sui negoziati: “Nessuna bozza di pace da Mosca”

Sui negoziati tra le delegazioni russa e ucraina, si è espresso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha asserito di non aver ricevuto alcuna bozza di trattato di pace dalla Russia. La notizia è stata riferita da Ukrainska Pravda, che ha riportato quanto rivelato dal premier ucraino al termine del suo incontro con il presidente della Commissione europea Charles Michel.

Zelensky, infatti, smentendo le parole del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che ha annunciato che “la palla è dalla parte di Kiev”, ha precisato: “Sono sicuro che nulla ci è stato consegnato. Giocavo a calcio molto prima. Ci sono delle regole: dovrebbero esserci due squadre e un pallone. Qui mi sembra che Peskov giochi a calcio con se stesso”

Il presidente ucraino, poi, ha chiesto al mondo di adottare una “tassa sulla guerra” contro Mosca da applicare su ogni transazione commerciale e finanziaria con il Paese guidato da Vladimir Putin. I proventi, poi, dovrebbero essere rindirizzati all’Ucraina per consentire la ricostruzione dello Stato devastato dai russi.

Pertanto, Zelensky ha pronunciato il seguente invito: “Abbiamo bisogno di una tassa speciale per la guerra. La Russia, e dopo di essa qualsiasi altro aggressore, deve pagare per ciò che viola la stabilità globale. Tale tassa per la guerra dovrebbe essere imposta su tutte le transazioni commerciali con la Russia senza eccezioni, su tutte le esportazioni e importazioni, transazioni finanziarie che non sono bloccate”.

Guerra in Ucraina, premier lituano teme attacco di Mosca: “I russi voglio testare l’articolo 5 della NATO”

Nel pomeriggio di venerdì 22 aprile, il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, ha asserito di reputare “possibile” che la Russia possa voler mettere in atto un attacco militare ai danni del suo Paese. Una simile eventualità sarebbe al vaglio del Cremlino in quanto “i russi vogliono testare se la NATO adempia al suo obbligo alla difesa sancito dall’articolo 5”.

Inoltre, in occasione di un’intervista rilasciata a Welt, il premier lituano ha spiegato: “Per questo caso abbiamo ricevuto rassicurazioni dal presidente Usa Joe Biden e da altri Paesi Nato. Questo obbligo non è solo teorico. Vedremo una maggiore presenza di truppe straniere in Lituania e anche in altri paesi baltici. C’è anche l’idea di rafforzare la difesa con altri mezzi, passando ad esempio dalla difesa antiaerea”.

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