Guerra in Ucraina, Putin: “La Russia non farà la fine dell’URSS”. Zelensky: “Mosca fuori da FAO”

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Guerra in Ucraina: Putin ha dichiarato che la “Russia non farà la fine dell’URSS”. Intanto, Zelensky ha chiesto che Mosca venga espulsa dalla FAO.

Guerra in Ucraina, Putin: “La Russia non farà la fine dell’URSS”

Nel giorno del 350esimo anniversario della nascita di Pietro il Grande, il presidente russo Vladimir Putin ha parlato a un gruppo di giovani imprenditori sfruttando l’evento per affermare che la Russia deve lottare e difendersi dai suoi nemici come ai tempi dello zar.

Nel corso dell’incontro, il leader del Cremlino ha dichiarato che la “Russia non farà la fine dell’URSS” e, tornando alla memoria alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, ha nuovamente descritto l’accaduto come “la più grande catastrofe geopolitica del ventesimo secolo“.

Ribadendo che la Russia debba difendersi dai suoi avversari, Putin ha asserito: “Ovvio che dobbiamo difenderci, combattere. Abbiamo appena visitato la mostra dedicata al 350esimo anniversario: quasi niente è cambiato. Pietro il Grande ha combattuto la Guerra del Nord per 21 anni. Non è vero che voleva separare un territorio dalla Svezia, ma solo riprenderlo. Quando Pietro il Grande gettò le fondamenta della nuova capitale del Nord, ha ricordato, nessuno dei Paesi europei riconobbe quel territorio come russo, tutti ritenevano che fosse parte della Svezia. Ma gli slavi vi avevano vissuto per secoli, insieme ai popoli ugro-finnici”.

Concetto di sovranità

Il presidente Vladimir Putin, poi, si è soffermato sul concetto di sovranità, spiegando: “Se lavoriamo partendo dal presupposto che la sovranità costituisce il fondamento della nostra esistenza, riusciremo senza dubbio a realizzare i compiti che abbiamo di fronte”.

Per Putin, tra le componenti fondamentali dalla sovranità della Federazione Russa figurano l’aspetto politico-militare, economico, tecnologico e pubblico. A questo proposito, ha rimarcato: “Per sovranità pubblica intendo la capacità della società di consolidarsi per raggiungere i compiti nazionali. È il rispetto della propria storia, della propria cultura, della propria lingua, dei popoli che vivono su un territorio. Questo consolidamento della società è una delle condizioni fondamentali per lo sviluppo. Se non c’è consolidamento, tutto crollerà”.

Russia avrà un’economia aperta

Infine, il leader del Cremlino ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’economia russa, annunciando: “La Russia non può essere circondata da una recinzione e noi stessi non costruiremo una simile recinzione. L’economia russa sarà aperta e il Paese non ripeterà gli errori del passato – e ha aggiunto –. È impossibile recintare un paese come la Russia, è impossibile racchiudere una recinzione dall’esterno. E noi stessi non costruiremo una recinzione del genere attorno a noi stessi”.

Per quanto riguarda l’energia, invece, Putin ha osservato: “È improbabile che vi sia un completo rifiuto delle risorse energetiche russe nei prossimi anni. In questi pochi prossimi anni non si sa cosa accadrà. Quindi nessuno metterà cemento nei pozzi, non c’è bisogno. Il volume del petrolio sta diminuendo sul mercato mondiale, i prezzi stanno aumentando, ecco tutto. I redditi delle aziende stanno aumentando in termini monetari. Tutti lo vedono, tutti lo capiscono“.

Zelensky su Russia e guerra in Ucraina: “Mosca fuori dalla FAO”

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto al Consiglio ministeriale dell’Ocse. In questo contesto, ha chiesto di procedere all’esclusione della Russia dalla FAO ossia l’organizzazione Onu per l’Alimentazione e l’Agricoltura con sede a Roma.

Nello specifico, il presidente Zelensky ha dichiarato: “Non ci possono essere discussioni per prolungare l’adesione della Russia alla FAO. Quale sarebbe il posto della Russia se causa la carestia per almeno 400 milioni di persone, se non oltre un miliardo?”.

Durante il medesimo evento, è intervenuto anche il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi che ha dichiarato: “I nostri sforzi per prevenire una crisi alimentare devono partire dai porti ucraini del Mar Nero. Dobbiamo sbloccare i milioni di tonnellate di cereali bloccati lì a causa del conflitto. Gli sforzi di mediazione delle Nazioni Unite sono un passo significativo dobbiamo offrire al presidente Zelensky le assicurazioni di cui ha bisogno, che i porti non saranno attaccati. E dobbiamo continuare a sostenere i Paesi beneficiari, proprio come sta facendo l’Ue con il suo strumento per l’alimentazione e la resilienza”.

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