Guerra Ucraina, Russia: bene mediazione Vaticano per fine conflitto

(Adnkronos) - La Russia accoglie con favore gli sforzi di mediazione del Vaticano per mettere fine al conflitto in Ucraina. Lo ha dichiarato il direttore del Primo dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Alexei Paramonov, citato dai media russi.

LEGA ARABA NON CONDANNA RUSSIA - La Lega Araba ha rifiutato di prendere una posizione di condanna chiara, univoca e unanime nei confronti della Russia per l'aggressione militare lanciata nei confronti dell'Ucraina. E con l'occasione ha ricordato come vengano ignorate continuamente le azioni che Israele compie nei Territori palestinesi. "I Paesi arabi hanno subito forti pressioni da parte dell'Occidente affinché prendano posizione sulla crisi in Ucraina e condannino le azioni militari della Russia", ha affermato il direttore generale della Lega Araba Ahmed Abu al-Gheit intervistato dal canale tv egiziano Salad el-Balad.

"La situazione internazionale oggi è molto delicata, così come la situazione nella regione", ha detto Abu al-Gheit spiegando che alcuni Stati della Lega ''si sono rifiutati di votare per la condanna delle azioni della Federazione Russa sulla base dei loro interessi nella regione". Ha quindi aggiunto: "Noi arabi abbiamo un'azione collettiva nel contesto della crisi russo-ucraina. Spero che i governi degli Stati arabi siano in grado di garantire la sicurezza nazionale e anche di impedire che questo conflitto armato abbia un impatto negativo su di noi". A proposito del rispetto dello ''stato del diritto internazionale'' Abu al-Gheit si è chiesto ''perché, parlando contro l'operazione militare in Ucraina, dimenticate ciò che Israele ha fatto in Palestina per 55 anni".

PODOLYAK: "CI SERVONO ARMI PESANTI" - ''In parole povere, per porre fine alla guerra abbiamo bisogno di armi pesanti'' ha scritto su Twitter il consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak, spiegando che le forze armate di Kiev necessitano di ''mille obici calibro 155 mm; 300 lanciarazzi Mlrs, 500 carri armati, duemila veicoli blindati, mille droni''. Podolyak ha quindi ricordato che ''il 15 giugno si tiene a Bruxelles la riunione del Gruppo di contatto dei ministri della Difesa. Siamo in attesa di una decisione''.

AMNESTY DENUNCIA CRIMINI DI GUERRA A KHARKIV - A Kharkiv, seconda città dell'Ucraina dopo Kiev, sono stati commessi crimini di guerra. Ne è certa Amnesty International, che in un rapporto pubblicato oggi denuncia attacchi condotti dai russi con bombe a grappolo che hanno ucciso centinaia di civili. ''I ripetuti bombardamenti dei quartieri residenziali di Kharkiv sono attacchi indiscriminati che hanno ucciso e ferito centinaia di civili e, in quanto tali, costituiscono crimini di guerra'', si legge nella nota denunciando ''sia per gli attacchi effettuati con l'uso di bombe a grappolo, sia per quelli condotti con altri razzi non guidati e proiettili di artiglieria''.

Amnesty sottolinea che ''l'uso continuato di tali armi esplosive imprecise in aree civili popolate, sapendo che stanno causando ripetutamente un gran numero di vittime civili, può equivalere a dirigere attacchi contro la popolazione civile". L'ong ha affermato di aver scoperto prove a Kharkiv dell'uso ripetuto da parte delle forze russe di bombe a grappolo 9N210 e 9N235 e mine terrestri disperdibili, tutte vietate dalle convenzioni internazionali.

I MINORI UCCISI - Sono 288 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell'invasione russa del Paese, 527 i feriti. Lo rende noto l'ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev e Chernihiv.

I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe - aggiunge la nota - hanno danneggiato 1.971 istituzioni educative, 194 delle quali sono andate completamente distrutte.

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