Guerra in Ucraina, UE approva sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca: “Embargo su petrolio graduale”

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Guerra in Ucraina: l’UE ha approvato in via definitiva il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca. intanto, il portavoce del Cremlino ha inviato una precisa minaccia all’Occidente, asserendo che l’invio di ulteriori armi non farà altro che provocare maggiori sofferenze a Kiev.

Guerra in Ucraina, UE approva sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca: “Embargo su petrolio graduale”

Nel pomeriggio di giovedì 2 giugno, durante la riunione degli ambasciatori dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea, è stato approvato il sesto pacchetto di sanzioni stilato contro la Federazione Russa. Il sesto pacchetto di sanzioni prevede l’embargo graduale del petrolio russo in arrivo via mare in Europa ma sono state previste deroghe per il greggio trasportato attraverso gli oleodotti.

Intanto, mentre in UE è stata ufficializzata l’adozione del sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca, gli Stati Uniti d’America hanno comunicato di essere pronti a mettere in atto nuove misure contro il Paese guidato da Vladimir Putin. Le misure colpiranno i dirigenti governativi, gli oligarchi (come la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova e l’oligarca Alexiei Mordashov) e le società collegate a Putin e a settori cruciali dell’economia russa. Inoltre, verrà limitato l’accesso dell’esercito russo alla tecnologia americana.

Secondo quanto riferito da fonti presenti alla riunione dei 27 Paesi membri dell’UE, il patriarca Kirill – capo della Chiesa ortodossa russa – non è più nella lista nera inclusa nel sesto pacchetto di sanzioni europee.

L’approvazione formale del sesto pacchetto diverrà ufficiale mediante procedura scritta la cui deadline è prevista per venerdì 3 giugno alle ore 09:00.

Von der Leyen su sesto pacchetto sanzioni UE: “Forte pacchetto di sanzioni contro Putin”

Al termine della riunione dei 27 Paesi membri dell’UE, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyenha scritto un tweet per commentare l’adozione del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Nello specifico, il messaggio postato su Twitter dalla presidente von der LEyen riporta quanto segue: “Grazie alla Presidenza francese del semestre Ue è stato concordato oggi un altro forte pacchetto di sanzioni contro Putin e il Cremlino. Di fatto, il 90% delle importazioni russe di petrolio all’Ue sarà bandito entro la fine del 2022. Ciò ridurrà la capacità della Russia di finanziare la sua guerra“.

Sanzioni UE, ministro dell’Economia russo: “Riduzione posti di lavoro e calo degli investimenti”

In seguito all’approvazione del sesto pacchetto di sanzioni UE, il ministro dell’Economia russo, Maxim Reshetnikov, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito al futuro del Paese. Il ministro, infatti, ha spiegato che la Russia rischia di subire una riduzione dei posti di lavoro e un drastico caso nel settore degli investimenti con l’adozione delle sanzioni occidentali.

Reshetnikov ha anche precisato che, nonostante la disoccupazione in Russia, sia solo del 4%, “questa situazione non deve ingannare, una crisi prolungata della domanda potrebbe portare a una riduzione dell’occupazione”. E, rispondendo alle domande della BBC, ha affermato: “Vediamo che ci sono dei rischi“.

Guerra in Ucraina e sanzioni UE: lo spettro della crisi alimentare

In relazione al contenuto delle sanzioni europee, si è espressa la portavoce della Commissione UE, Dana Spinant, che ha rivelato che le misure approvate includono deroghe in caso di crisi alimentari o umanitarie.

Rispondendo a una domanda relativa alle preoccupazioni dell’Unione Africana che ha recentemente ribadito il rischio di una crisi alimentare indotta dalle sanzioni contro Mosca, Spinant ha dichiarato: “Nelle sanzioni, in questo caso, sono esclusi i prodotti alimentari”.

Nella mattinata di giovedì 2 giugno, prima della comunicazione della decisione presa dall’UE, secondo quanto riferito dall’agenzia Tass, il Ministero degli Esteri di Mosca ha reso noto che la Russia resisterà alle sanzioni europee e continuerà a essere un partner commerciale internazionale “affidabile”.

In particolare, il Ministero degli Esteri russo ha diffuso la seguente nota: “La Russia resisterà alle conseguenze delle misure restrittive unilaterali dell’Ue e rimarrà un partner commerciale internazionale affidabile”.

Guerra in Ucraina, portavoce del Cremlino: “Fornire armi a Kiev ne aumenterà la sofferenza”

In relazione alla guerra in Ucraina e all’invio di armi da parte dell’Occidente a Kiev, è intervenuto il portavoce del Cremlino, Dmytry Peskov.

A questo proposito, durante la sua conferenza stampa quotidiana, Peskov ha dichiarato: “L’invio di ‘armi in Ucraina’ da parte dei Paesi occidentali non cambia i parametri dell’operazione speciale lanciata dalla Russia lo scorso 24 febbraio”.

Il portavoce del Cremlino, poi, ha sottolineato ancora una volta che “gli obiettivi” di Mosca verranno tutti raggiunti ma ha anche aggiunto che la decisione dell’Occidente di persistere con l’invio di armi a Kiev ”porterà più sofferenza all’Ucraina”.

Infine, Peskov ha concluso: “La Russia non svenderà il suo petrolio, questo è certo – e ha precisato –. Il flusso di petrolio viene reindirizzato quando la domanda diminuisce su un mercato e aumenta in un altro”.

Severodonetsk come Mariupol, russi procedono all’accatto di Lysychansk

Nel frattempo, in Ucraina, le truppe russe stanno continuando a esercitare sempre più pressione intorno a Severodonetsk. La città, nel 2014, è stata scelta come centro amministrativo di Kiev per l’Oblast di Lugansk dopo la caduta del capoluogo che si trovava sotto il controllo dei separatisti filorussi.

Riproponendo quanto si è già verificato a Mariupol nei mesi scorsi, gli esponenti della resistenza ucraina che sono sopravvissuti agli attacchi e ai bombardamenti russi hanno deciso di cercare rifugio nella zona industriale.

Nonostante la resistenza messa in atto da alcuni difensori, le forze ucraine hanno già considerato la città persa e sotto il controllo russo. Pertanto, le truppe di Liev si stanno organizzando per provvedere alla difesa di Lysychansk, situata sull’altra sponda del fiume Severij Donec. Nel momento in cui i russi dovessero prendere il controllo anche di Lysychansk, Mosca prenderebbe possesso dell’intera regione di Lugansk.

In questo contesto, per evitare che si tengano combattimenti lungo il fiume ucraino in corrispondenza del quale i ponti sono stati distrutti, i militari russi stanno attaccando il villaggio di Berestove che si trova in corrispondenza dello snodo autostradale che mette in collegamento Lysychansk e il resto dell’Ucraina.

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