Guerra in Ucraina, Zelensky: “Vogliamo sesto pacchetto di sanzioni UE. Chiediamo embargo su petrolio e su gas”

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guerra in ucraina
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Guerra in Ucraina: la Russia ha inviato un nuovo monito alla Finlandia e alla Svezia, determinate a entrare nella Nato entro l’estate. Intanto, il preside Volodymyr Zelensky ha ribadito la volontà del Governo di Kiev a dialogare con Moscaal fine di raggiungere un accordo sulla pace.

Guerra in Ucraina, Mosca: “Svezia e Finlandia avvertite delle conseguenze dell’ingresso nella NATO”

Nell’ambito della guerra in Ucraina, la Russia ha inviato un nuovo messaggio alla Finlandia e alla Svezia, determinate a entrare nella NATO entro l’estate. A questo proposito, infatti, il Cremlino ha ha “avvertito sia pubblicamente, sia attraverso i propri canali diplomatici la Svezia e la Finlandia circa le conseguenze” dell’ingresso nella NATO.

Il monito è stato ribadito dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in occasione di un’intervista rilasciata a Russia 24. La portavoce, inoltre, ha precisato: “Non avranno nulla di cui sorprendersi, sono stati informati su tutto, su cosa comporterà la loro adesione all’Alleanza Atlantica”.

Alle parole di Mosca, Stoccolma ha risposto con decisione. Secondo quanto riportato da Aftonbladet, il ministro degli Esteri svedese, Ann Linde, ha dichiarato: “La politica di sicurezza della Svezia la determina la Svezia e la Russia non ha nulla a che vedere con le decisioni indipendenti che il Paese può adottare”.

Zalharova sui trattati tra Mosca e Kiev: le richieste del Cremlino

Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, invece, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha sottolineato: “Il riconoscimento delle attuali realtà territoriali, comprese l’appartenenza della Crimea alla Russia e l’indipendenza delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, rimangono al centro delle trattative tra Russia e Ucraina”.

La portavoce, in considerazione di quanto riportato da Interfax, ha anche precisato che una bozza di intesa russa è stata consegnata al Governo di Kiev già nella giornata di venerdì 15 aprile ma i “negoziatori ucraini cercano di tirare per le lunghe il processo negoziale rifiutando di assumere un approccio costruttivo e a volte semplicemente rifiutando di rispondere prontamente alle proposte della parte russa“.

Guerra in Ucraina, Zelensky: “Adesione Kiev a UE priorità del nostro Stato”

Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è nuovamente intervenuto sulla volontà di Kiev di entrare a far parte dell’Unione Europea.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Kiev nel pomeriggio di mercoledì 20 aprile con il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, infatti, il presidente Zelensky ha asserito: “L’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea è una priorità per il nostro Stato, per il potere del nostro popolo – e ha aggiunto – Io sono pronto al dialogo, ma Mosca non è pronta per un accordo di pace”.

Zelensky ha, poi, ribadito che la situazione presente a Mariupol continua a degenerare e che la resistenza ha bisogno di ulteriori armi per contrastare l’assedio russo.

In merito alle trattative con Mosca, inoltre, il presidente ucraino ha affermato: “Siamo pronti a ogni forma di dialogo.Che io lo voglia o meno, io sono pronto al dialogo. Lo ero negli ultimi 3 anni e continuo ad essere pronto, fino alla fine della guerra, al dialogo con la Federazione Russa e il suo presidente. Anche loro hanno dato questo messaggio attraverso i media fino a che hanno avviato l’offensiva. Lo sottolineo: non sono pronti per un accordo pacifico”.

Zelensky: “Vogliamo sesto pacchetto di sanzioni UE. Chiediamo embargo su petrolio e gas”

In occasione della conferenza stampa, il presidente Zelensky ha dichiarato: “Vogliamo che il nuovo potente pacchetto di sanzioni dell’Ue contro la Russia sia approvato. Chiediamo un embargo completo sull’energia, inclusi petrolio e gas. Il petrolio dovrebbe far parte del sesto pacchetto: senza sarebbe vuoto. Mi sembra che siano pronti a introdurre un embargo sul petrolio – e, alludendo al colloquio con Michel, ha aggiunto –. Abbiamo discusso della futura adesione dell’Ucraina all’Ue, che è una priorità per il nostro Paese e per il nostro popolo. Stiamo aspettando, abbiamo fatto tutto, abbiamo risposto a tutte le domande e abbiamo consegnato il questionario all’ambasciatore. Speriamo nel sostegno degli Stati membri e nel vostro sostegno personale, perché l’adesione all’Ue è un tema molto importante per il nostro Paese”.

Il leader di Kiev, poi, ha aggiunto: “Con il presidente del Consiglio europeo, in visita oggi a Kiev e a Borodyanka, abbiamo discusso per due ore di questioni importanti. Brevemente: sanzioni, armi, adesione all’Ue e soldi. Tutte cose di cui abbiamo davvero bisogno e di cui avremo bisogno per ricostruire il nostro Paese. Abbiamo concordato di usare i soldi della European Peace Facility, 1,5 mld di euro, per ottenere esattamente le armi di cui abbiamo bisogno. Non tutte le armi, ma le armi che sono prioritarie per noi, non tutte ma quelle che ci mancano. Questo è molto importante: ci servono le armi in tempo, quelle di cui abbiamo bisogno”.

Michel in conferenza stampa a Kiev: “UE determinata a sostenere l’Ucraina”

Durante la conferenza stampa tenuta a Kiev, anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla guerra in Ucraina, affiancato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

In questo contesto, Michel ha annunciato che “entro giugno avremo l’opinione della Commissione sullo status dell’Ucraina come Paese candidato all’adesione all’Unione Europea”.

Nel ribadire l’importanza dell’unità dell’UE, il presidente del Consiglio europeo ha detto: “Putin non riuscirà a distruggere la sovranità dell’Ucraina né a dividere l’Unione Europea. L’UE è unita nel prendere decisioni unanimi sulle sanzioni a Mosca e farà ogni cosa per far vincere la guerra a Kiev”.

Michel, poi, ha anche affermato: “Siamo determinati a fare tutto quello che possiamo per sostenere l’Ucraina, perché vogliamo la vittoria dell’Ucraina. Per questo useremo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Oggi sono andato a Borodyanka, per vedere con i miei occhi qual è la situazione sul terreno. Ho incontrato delle persone: non ci sono parole per spiegare quello che provo, non come presidente del Consiglio Europeo ma come padre, come essere umano. Queste sono atrocità, sono crimini di guerra che devono essere puniti e che verranno puniti. Devono pagare per quello che hanno fatto lì e in altre parti dell’Ucraina”.

Guerra in Ucraina: un convoglio di autobus carico di civili ha lasciato Mariupol

A Mariupol, nella giornata di mercoledì 20 aprile, un piccolo convoglio di autobus che trasportava alcuni civili ha lasciato la città portuale situata nell’Ucraina orientale e assediata dalle truppe russe. le operazioni si sono svolte nell’ambito del corridoio umanitario concordato con Mosca e diretto verso una delle aree del Paese attualmente controllate dall’esercito di Kiev.

La notizia è stata riportata dal quotidiano The Guardian.

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