Guerra, Zelensky sul missile che ha ucciso due persone in Polonia: "Non è nostro"

Guerra Ucraina Zelensky
Guerra Ucraina Zelensky

Il missile caduto in Polonia e che ha ucciso nella giornata di martedì 15 novembre due persone non era ucraino. Questo è ciò che ha sostenuto il presidente Volodymyr Zelensky che è stato citato dall’agenzia di stampa Interfax. Sentito dai media ucraini, Zelensky ha dichiarato: “Non ho dubbi che non sia stato un nostro missile”.

Guerra Ucraina, Zelensky: “Ho parlato con Duda”

Il presidente ucraino, in un suo recente intervento, ha anche fatto sapere di aver parlato con il suo omologo polacco Duda: “Ho parlato con Duda di notte ed espresso le mie condoglianze. L’aggressione russa ha causato la morte di due cittadini polacchi. Sembra che ci sarà anche una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: bisogna chiarire tutte le circostanze di come l’aggressione russa abbia attraversato il confine polacco”.

Un alto funzionario americano, interpellato dalla CNN, ha anche affermato che Kiev ha fatto sapere agli USA di aver provato a intercettare nella giornata del 15 novembre un missile russo che si trovava “vicino e nello stesso lasso di tempo” rispetto al missile che ha colpito la Polonia. Ad ogni modo non sarebbe ancora chiaro se il missile del quale parlava l’Ucraina coincide con quello effettivamente caduto in territorio polacco.

Chi sono le due vittime uccise dal missile

Nel frattempo il vicepresidente dell’azienda Agricom Federico Viola ha raccontato alla trasmissione Menabò su Rai Radio1 che le due persone rimaste uccise lavoravano da 22 anni presso la sua azienda: “La sfortuna ha voluto che quando è caduto il missile (le due persone) si trovassero proprio lì e non c’è stato nulla da fare […] il missile ha colpito il centro dove stocchiamo una parte dei cereali. Il trattore con il rimorchio è stato distrutto. Ma queste sono cose poco importanti. La cosa più grave è che sono morte due persone, due collaboratori che erano con noi sin dall’inizio”.