Guida al Super Green Pass. Cosa sappiamo e cosa resta da decidere

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(Photo: ANDREAS SOLARO via AFP via Getty Images)
(Photo: ANDREAS SOLARO via AFP via Getty Images)

L’obiettivo è scongiurare scenari simili a quelli che si stanno verificando nei paesi vicini, mentre anche in Italia si registra un’accelerazione dei casi Covid: il governo discute sul potenziamento della certificazione verde, ora aperta a chi abbia ricevuto entro 48 ore un esito negativo del tampone rapido (72 per il molecolare), ai guariti dal Covid entro sei mesi dall’infezione e ai vaccinati. Con il Super Green Pass verrà impedito l’accesso alcune attività a chi non abbia ancora ricevuto l’iniezione. Lo scopo - reso esplicito dalle dichiarazioni del governo - è quello di convincere gli scettici a vaccinarsi.

Le misure ufficiali sono ancora da definire, molte questioni restano aperte in attesa della cabina di regia politica con il premier e poi nel Consiglio dei ministri, mentre i governatori fanno pressione per portare a termine la pratica, nella speranza di scongiurare scenari più restrittivi nelle regioni se i casi dovessero continuare ad aumentare a questo ritmo. Ciò che sembra certo al momento è che il tampone resterà valido per andare al lavoro, ma lo stesso decreto dovrebbe prevedere l’obbligo di terza dose per i sanitari e i lavoratori delle Rsa. Allo studio anche la possibilità di estendere in seguito l’obbligo anche per altre categorie, come quella dei docenti, delle forze di polizia e di tutto il personale front office, cioè a diretto contatto con il pubblico.

Con il Pass potenziato, i non vaccinati potrebbero non potersi più sedere al ristorante, andare al cinema, ai concerti e a teatro. Non potranno frequentare palestre e piscine al chiuso. La validità del tampone resta per recarsi al lavoro, ma con regimi ridotti: potrebbero passare da 72 a 48 ore i molecolari e da 48 a 24 gli antigenici. Alcuni governatori spingono anche per accorciare la durata del green pass, passando dai 12 ai 9 mesi o a 6, con l’obiettivo di accelerare sulle terze dosi. Intanto una prima certezza arriva sulla terza dose che “sarà possibile farla a cinque mesi dal completamento del primo ciclo”, come ha annunciato su Twitter il ministro Speranza, anticipando il via libera dell’Aifa.

Un’altra questione aperta è quella delle zone: nell’incontro col governo, le Regioni hanno chiesto di “premiare chi si vaccina”, tutti d’accordo nel via libera al provvedimento che prevede restrizioni per chi ha deciso di non sottoporsi al ciclo vaccinale. Alcuni governatori sono più rigidi di altri: la richiesta è che il super green pass scatti anche in zona bianca, e non solo in quella arancione e gialla come prospettato. Il governatore della Calabria Roberto Occhiuto propone di anticiparlo già da subito, indipendentemente dai colori. L’urgenza dell’intervento è giustificata dalla preoccupazione per la risalita dei contagi che potrebbe condizionare non solo il Natale ormai alle porte ma anche la stagione del turismo invernale.

Da risolvere resta anche una questione che riguarda la privacy. Con il doppio binario del Green Pass gli addetti ai controlli potranno scoprire se il cittadino è vaccinato, guarito o ha fatto un tampone. Su questo punto il Garante della Privacy ha in passato espresso parere negativo: “Ciò che va comunque evitato sono le discriminazioni in base alle scelte vaccinali e l’indebita conoscenza, da parte di soggetti non legittimati, dei dati sanitari degli interessati”. È prevista inoltre una semplificazione dei controlli per i lavoratori del settore privato che consegnano una copia della certificazione al datore di lavoro. Anche su questo punto il Garante sottolinea i pericoli: “Lasciare il pass cartaceo al datore di lavoro determina ciò che l’Europa non vuole, cioè la conoscenza dello status sanitario del soggetto”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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