L'auto a guida autonoma di Uber fa un incidente e si ribalta. Ma ha ragione lei...

Le auto a guida autonoma sono in avanzato stato di sperimentazione, ma ora dovranno forzatamente migliorare lo sviluppo a causa di un ultimo strano incidente. Una Volvo XC90 di Uber è stata infatti coinvolta in uno scontro con un’altra auto (a guida umana), a seguito del quale si è inoltre ribaltata. La cosa buffa di tutta questa faccenda è che l’auto senza pilota verrebbe in questo caso scagionata da ogni colpa…

Anche se chiaramente la dinamica dell’incidente è ancora da verificare nei minimi dettagli, visto che si tratta di un evento che ha coinvolto un auto a guida autonoma, sembrerebbe che sia stato un errore umano a generarlo. Lo scontro è avvenuto nella città di Tempe, in Arizona, nella quale è ormai normale incrociare vetture senza pilota visto che Uber ha eletto il luogo come ideale per i propri test. La macchina di Uber, a quanto è emerso dai primi rilevamenti, si sarebbe ribaltata non per proprie colpe: l’auto che ha provocato l’incidente è a guida… umana, e non avrebbe dato la precedenza. Classico, vero?

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Un fattore importante dell’intera faccenda è che in quel momento Uber stava provando a far circolare la vettura senza alcuna persona a bordo, come invece solitamente accade. Il collaudatore, normalmente presente, ha la stessa funzione di un istruttore di scuola guida, e ha facoltà di operare manovre di emergenza.

Alla luce di questo incidente si possono dunque fare due considerazioni. La prima è che le auto a guida autonoma sono ancora lungi dall’essere pronte per circolare nelle strade di tutto il mondo, per ragioni squisitamente tecniche: nel caso di Tempe l’auto di Uber non avrebbe nemmeno provato a effettuare una frenata d’emergenza o a spostarsi (e qui l’assenza del collaudatore si è sentita). La seconda è che l’incidente non è stato provocato da lei: dunque in un ipotetico futuro a guida autonoma – senza decisioni “umane” – potrebbe esserci la possibilità di circolare maggiormente in sicurezza considerando che le vetture sarebbero programmate per rispettare (sempre) le regole di circolazione.

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Attualmente mancano le infrastrutture umane per regolare la presenza di vetture a guida autonoma. E inoltre l’intelligenza artificiale che comanda la guida autonoma è ancora lontana dall’essere perfetta: difetta ancora nella capacità di prevedere e prevenire il rischio, come capita ad esempio in autostrada quando non ci fidiamo delle auto davanti e impostiamo una guida conservativa, oppure quando realizziamo che una strada non è nelle condizioni ideali per mantenere la velocità consigliata dai cartelli. Per questi motivi le aziende che stanno progettando le auto a guida autonoma concedono raramente ad esse la libertà di guidare da sole: la regola classica è di avere ancora un collaudatore umano a bordo in grado di poter “spegnere” l’autopilota circa ogni chilometro e mezzo di test.


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