Guidato da una donna e fondato su iscritti e primarie. Il Pd futuro secondo Enrico Letta

Federica Fantozzi
·Giornalista
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Italian politician Enrico Letta guest on the TV show Porta a Porta. Rome (Italy), March 20, 2017 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
Italian politician Enrico Letta guest on the TV show Porta a Porta. Rome (Italy), March 20, 2017 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Non il partito della “leadership carismatica individuale” ma dell’”intelligenza collettiva”. Non il partito del Nazareno, della “sede centrale con un grande ufficio di comunicazione”, ma della “prossimità, delle periferie, dei territori lontani, dei centri minori, della provincia”. Non il partito “del potere e del sistema” bensì capace “di rigenerarsi se andrà all’opposizione”. Il partito (anche) di “quelli che non ce la fanno”. A un mese dalla sua elezione a segretario – era domenica 14 marzo – Enrico Letta delinea il suo Pd, che auspica dopo di lui guidato da una donna, battendo su due tasti: identità e modernità. Rilancia i “diritti” come ius soli e e ddl Zan, promette primarie, rimette al centro gli iscritti. E vuole una forza completamente europea, con i gruppi parlamentari di Roma e Bruxelles che si muovono all’unisono. Sull’ispirazione dei Verdi tedeschi o dell’esperienza francese di Macron ? Al contrario: “La mia ambizione è che il Pd diventi un modello, un punto di riferimento in Europa come fu l’Ulivo negli anni Novanta”.

L’identikit nasce ai microfoni di Radio Immagina - l’emittente Dem nata a gennaio e diretta da Andrea Bianchi - che oltre allo streaming si appoggia a frequenze locali. E’ il primo filo diretto (settimanale) con iscritti, militanti, presidenti di circolo. E’ la seconda puntata del questionario già inviato a 3mila circoli con 40mila risposte. Sabato in assemblea nazionale verranno illustrati i risultati, e partiranno le “agorà democratiche”: sei mesi di consultazioni, per “decidere insieme”. Parola più citata: lavoro. Poi: giovani, Europa, diritti.

Il segretario si accomoda sullo sgabello dello studio di registrazione con lo sfondo giallo e blu, si toglie la giacca, beve dalla ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.