Guido Rasi: vaccini? Giù le mani dalla Commissione Ue

Red
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Roma, 11 mar. (askanews) - Il microbiologo ed ex direttore esecutivo dell'Ema Guido Rasi spegne le polemiche sul ruolo della Commissione Ue nel ritardo sui vaccini, nate da alcune sue frasi pronunciate in una conferenza ed estrapolate dal contesto. In una intervista su Formiche.net spiega: "è stato del tutto travisato il senso delle mie parole. Sono personalmente grato a Sandra Gallina perché ha scelto di mettere la faccia in una partita difficile. Spiegare che chi ha gestito le trattative non conosceva le regole del gioco è spezzare una lancia in loro favore. Non le conoscevano semplicemente perché non c'erano".

Da settimane Gallina, funzionaria con una lunghissima esperienza da top negoziatrice dell'Ue, già fra i responsabili della trattativa commerciale dell'Unione con i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), è finita nel mirino per il rallentamento nella distribuzione dei vaccini.

"La Commissione è partita da una condizione di svantaggio - dice Rasi a Formiche.net - Non esisteva una politica europea per una strategia industriale del farmaco perché gli Stati membri non l'hanno mai delegata. Se non conferisci un potere a Bruxelles non puoi accusarla di esserne sprovvista", riprende Rasi, che sottolinea anzi quanto inutili siano gli attacchi alla Commissione e tanto più quelli personali contro la Gallina, la quale già un mese fa ha chiarito in audizione all'Europarlamento come l'Ue abbia "ereditato" il contratto con AstraZeneca.

"Gli Stati membri e gli esperti che puntano il dito contro la Commissione dovrebbero interrogarsi sulle debolezze strutturali dell'Ue - dice l'ex direttore dell'Ema - Stati Uniti e Regno Unito ad aprile hanno messo intorno a un tavolo pubblici e privati, senza troppi sofismi. La Commissione suo malgrado si è trovata a dover negoziare da cliente e non da partner".

Inutile alimentare polemiche sterili contro un Ue che, a discapito di una evidente penuria di mezzi e di un potere limitato, ha fatto tutto il possibile, spiega Rasi. "Anche in Italia la partita è stata giocata con la squadra che si è riusciti a mettere insieme. A negoziare con le case farmaceutiche non è andato il Comitato Prezzi e Rimborsi dell'Aifa ma uomini del Ministero della Salute che, per ovvie ragioni, non hanno mai avuto interlocuzioni di questo tipo".