Guinea, forze speciali esercito destituiscono presidente

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Un veicolo dell'esercito nel quartiere di Kaloum durante la rivolta delle forze speciali a Conakry, in Guinea

CONAKRY (Reuters) - I soldati delle forze speciali della Guinea hanno annunciato ieri di aver estromesso il presidente del paese, in carica dal 2010, di aver sciolto il governo, sospeso la costituzione e di aver chiuso i confini aerei e terrestri dello Stato.

Mentre le Nazioni unite hanno condannato la presa del potere mediante l'uso della forza, e il blocco economico dell'Africa Occidentale (Ecowas) ha minacciato ripercussioni, il comandante delle forze d'elite, Mamady Doumbouya, ha detto che "la povertà e la corruzione endemica", hanno spinto le sue truppe a rimuovere il presidente Alpha Condè dal suo incarico.

"Abbiamo sciolto il governo e le istituzioni" ha detto Doumbouya, ex legionario francese, alla televisione di Stato, avvolto nella bandiera nazionale guineana e circondato da otto soldati armati.

"Scriveremo una nuova costituzione insieme".

Si sono verificati diversi scontri a fuoco vicino al palazzo presidenziale nella capitale, Conakry, nella mattinata di ieri. Alcune ore dopo, i video condivisi sui social media, di cui Reuters non ha ancora potuto verificare l'autenticità, mostravano Condè in una stanza circondato dalle forze speciali dell'esercito.

Il dipartimento di Stato Usa ha rilasciato un comunicato dal titolo: "In merito alla presa del potere militare in Guinea" in cui si legge "gli Usa condannano gli eventi di oggi a Conakry".

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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