Gulbahar Haitiwaji e gli uiguri: lettura consigliata agli ipocriti amici del regime cinese

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Lettura consigliata a chi si appassiona alle dittature (altrui) sigillate nel passato ed è indulgente e accondiscendente con le atroci dittature di oggi, perché il proprio di “passato” filo-dittature, non è stato ancora smaltito, e poi è meglio tenersi buone le tirannie con cui fare affari: “Sopravvissuta a un gulag cinese” di Gulbahar Haitiwaji pubblicato dall’editore Add. Consigliata per esempio a Romano Prodi, a Massimo D’Alema, a Giuseppe Conte, a tutti quello che non osano dire una parola sugli uiguri uccisi, deportati o rinchiusi nei campi di concentramento, insomma nei lager, che sono la specializzazione del feroce regime di Pechino.

Haitiwaji, ragazza uigura, è per fortuna scappata da quell’inferno e in questo libro racconta le torture, i maltrattamenti, la fame, la sterilizzazione forzata delle donne uigure, le baracche, i lavori forzati, le malattie, le condizioni disumane che scandiscono la vita quotidiana di questi lager che prosperano sotto gli occhi dell’Occidente ipocrita e privo di ogni credibilità. Racconta, ma non verrà ascoltata, la sua voce verrà tacitata, trattata come un rumore molesto da chi si riempie la bocca di diritti umani e non dice una parola sui diritti calpestati in modo sistematico e senza pudore. Le donne afghane? Meglio lasciar perdere. Le donne uigure vittime della pulizia etnica cinese denunciata da Gulbahar Haitiwaji? Meglio far finta di niente.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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