Guterres nel Pakistan devastato "Follia investire nelle fonti fossili"

Con un bilancio di almeno 1.400 morti e 12 mila feriti, il Pakistan fa i conti con la devastazione delle alluvioni che hanno sommerso un terzo della superficie del Paese. Per molti residenti delle province di Sindh e Baluchistan, nel Sud del Paese, riconoscere la propria casa è diventato impossibile. In visita nel Paese, il segretario generale delle nazioni unite Antonio Guterres ha invitato i grandi del mondo a destinare aiuti massicci al governo di Islamabad.

L'impegno per aiutare il Paese va oltre la generosità, secondo il portoghese. "È una questione di giustizia", sottolinea facendo riferimento ai costi sproporzionati con cui il Pakistan sta subendo il cambiamento climatico. Secondo l'Ong Germanwatch il Pakistan emette meno dell'1% delle emissioni nocive prodotte nel mondo, ma è all'ottavo posto nella lista dei Paesi più vulnerabili al rischio climatico. I Paesi del G20 invece sarebbero responsabili dell'80% delle emissioni nocive globali.

"Carneficina climatica"

"Ho assistito a molti disastri umanitari nel mondo, ma non ho mai assistito a una carneficina climatica di questa portata", ha confessato Guterres in conferenza stampa. Non ho parole per descrivere quello che ho visto oggi: un'area allagata che è tre volte la superficie totale del mio Paese", ha detto il portoghese

In tutto il Paese, più di 33 milioni di persone sono state colpite dalle inondazioni, con quasi due milioni di case e aziende distrutte. Responsabile della catastrofe è ancora una volta il cambiamento climatico, i cui effetti hanno fatto triplicare quest'estate la quantità d'acqua che cade nella regione ogni anno. La gravità della situazione ha spinto Guterres a reiterare l'invito di smetterla con quella che lui ha chiamato "la follia dei Paesi che più inquinano al mondo di investire nelle fonti fossili".