5 porti bloccati, 800mila barili di petrolio persi al giorno. La sfida di Haftar verso Berlino

Giulia Belardelli
Haftar

La Compagnia petrolifera nazionale libica (Noc) ha dichiarato lo stato di “forza maggiore”, disponendo la chiusura dei terminal petroliferi del golfo della Sirte. Lo riporta un post sulla pagina Facebook della Noc in cui si precisa che il Comando generale di Khalifa Haftar e le Guardie degli impianti petroliferi hanno dato istruzioni per “fermare le esportazioni di petrolio” da cinque porti tra cui Sidra e Ras Lanuf.

Eccola dunque l’ultima sfida di Haftar alla comunità internazionale, alla vigilia della Conferenza di Berlino sulla Libia. Una mossa anticipata dall’emittente  Libya Al Ahrar.

“Il Comando generale dell’LNA (l’esercito nazionale libico che risponde ad Haftar, ndr) e la Guardia delle strutture petrolifere delle regioni centrali e orientali hanno incaricato i dirigenti di Sirte Oil Company, Harouge Oil Operations, Waha Oil Company, Zueitina Oil Company e Arab Gulf Oil Company (AGOCO), filiali della National Oil Corporation, di bloccare le esportazioni di petrolio dai porti di Brega, Ras Lanuf, Hariga, Zueitina e Sidra”, si legge nel post della Compagnia nazionale libica. “Le istruzioni di blocco sono state date dal maggiore generale Nagi al-Moghrabi, il comandante della PFG nominato dall’LNA, e dal colonnello Ali al-Jilani della sala operativa della Greater Sirte dell’LNA. Ciò comporterà una perdita di produzione di greggio di 800.000 barili al giorno e perdite finanziarie giornaliere di circa 55 milioni di dollari al giorno”.

 



Ieri diversi media avevano riportato la notizia che Haftar avrebbe ordinato la chiusura dei porti petroliferi nella Libia orientale per mettere pressione al governo di Tripoli. Nel tardo pomeriggio di venerdì esponenti tribali e i notabili dell’area di...

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