Haiti, l'ultima telefonata di Moise: "Stanno sparando, ho bisogno di aiuto"

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"Ho bisogno d'aiuto, la mia vita è in pericolo". Sarebbe questo il contenuto dell'ultima telefonata del presidente haitiano Jovenel Moïse, prima di essere ucciso il 7 luglio scorso nella sua villa. A quanto ricostruisce il "Miami Herald" in pochi minuti il presidente ha contattato prima il capo della polizia e poi un ufficiale. La prima chiamata è arrivata all'1:34 del mattino: "Stanno sparando vicino alla casa, mobilitate gli agenti", ha detto il presidente al capo della polizia mentre, come riferito dai vicini, a Pelerin 5, dove vivevano Moïse, sua moglie Martine e due figli, si sentivano spari automatici ininterrotti.

Prima che il commando entrasse nella camera da letto della residenza privata del presidente aprendo il fuoco e colpendolo a morte, Moïse, 53 anni, avrebbe fatto un'altra chiamata, questa volta a un ufficiale addestrato tatticamente con la polizia nazionale di Haiti. "Dove sei?", avrebbe chiesto all'uomo chiamandolo per nome. "Ho bisogno del tuo aiuto, ora! La mia vita è in pericolo. Vieni presto, vieni a salvarmi la vita". Tuttavia, prima che la telefonata finisse, l'interlocutore, che ha chiesto di rimanere anonimo in un'intervista con l'Herald, avrebbe sentito il rumore di un fucile d'assalto.

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