Haters contro Saviano

webinfo@adnkronos.com
Saviano: "Arresto Riace primo atto verso regime"  

"Spero ti levi le mutande, oltre alla tua inutile scorta". Il ministro dell'Interno Matteo Salvini querela Roberto Saviano per averlo definito "ministro della Mala Vita", e sullo scrittore si riversa un'ondata di commenti via social. Tantissimi quelli di solidarietà, con gli utenti stretti in un grande abbraccio virtuale per sostenere le ragioni dell'autore di 'Gomorra' e per protestare contro il gesto del vicepremier, accusato dai più di voler "abbattere le opinioni e la democrazia a colpi di querele su carta intestata", di voler "zittire il dissenso", di "minacciare" o "intimidire" chi "con il suo lavoro sta combattendo davvero le mafie". Ma la solidarietà non è certo l'unico sentimento che gli utenti riservano a Saviano. Da parte dei sostenitori del leader leghista - che accusano il giornalista di voler solo "finire sui giornali" con "dichiarazioni diffamatorie" per le quali "dovrà pagare e chiedere scusa" e di attaccare "in modo strumentale" il ministro "per farsi pubblicità mentendo" - spuntano anche attacchi durissimi, all'insegna dell'insulto e dell'odio.Saviano diventa così un "parassita", "venduto" e "camorrista". Lo scrivono dappertutto, nel tweet dell'annuncio della querela di Salvini o sotto la risposta dello scrittore, mentre ingaggiano lotte combattute a botte di insulti anche contro chi - su un fronte o sull'altro - chiede semplicemente di moderare i termini.I commenti sono un tripudio di "paraculo", "bullo", "camorrista strafottente", mentre la richiesta è quasi sempre una: "Levategli la scorta" a questo "infame" cui servirebbero "due belle pizze fatte a modo, così impari a rispettare le persone". D'altra parte, si chiedono, "che se ne fa della scorta dal suo attico miliardario di New York?". Meglio, per tutti, "lasciare i poliziotti a guardia di chi rischia davvero". E sulla querelle con Salvini sono in molti a scherzare, accusando neanche troppo velatamente lo scrittore di "marciarci sopra" e "sfruttare la questione a fini commerciali, come sempre". Come? Magari con un nuovo libro e "una serie tv dal titolo "Il Ministro della Mala Vita"".