Il rapper HegoKid racconta l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi

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A dieci anni dalla scomparsa di Stefano Cucchi, il rapper milanese HegoKid ha dedicato al geometra romano morto il 22 ottobre 2009 il suo ultimo brano. Stefano – questo il titolo della canzone – è una ricostruzione minuziosa e commossa dell’ultima settimana di vita del giovane, dalla sera dell’arresto a quello del decesso. Ilaria, sorella di Stefano che per anni si è battuta per far luce sulla vicenda, ha personalmente ringraziato il cantante per aver contribuito, tramite la musica, a tenere viva la memoria del fratello. I proventi degli acquisti del brano sui digital stores saranno interamente devoluti all’Associazione Stefano Cucchi Onlus.

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Hegokid dedica una canzone a Stefano Cucchi

Di grande impatto, oltre al testo, è il video del brano di HegoKid, in cui le parole della canzone compaiono sullo schermo – trascritte a mano – e vanno a comporre il volto di Stefano Cucchi. La produzione musicale e l’arrangiamento di Stefano sono stati realizzati da JUN (Giuseppe Fraga), mentre il compito di mixare e masterizzare il brano è stato affidato ad Andrea Cataldo per Charming Audio.

Il rapper ha spiegato di essere rimasto colpito dalla vicenda di Stefano e che, da tempo, voleva dedicarvi un brano. “Chi conosce la mia musica sa che ho sempre posto al centro la parte debole, per ridargli forza, per ricordarla e tentare di ridarle vita” scrive su Facebook. La sua missione è “scavare e far emergere quello che tutti cercano di nascondere. La storia di Stefano racchiude un po’ tutti questi aspetti. Volevo dare il mio contributo per raccontare la verità e per ricordare ciò che è successo, per fare in modo che certe cose non si ripetano“.

Nella canzone, il geometra romano è descritto come “un ragazzo come tanti, con i suoi pregi e le sue debolezze, con i suoi traguardi raggiunti e le sue sconfitte. A strappargli il domani è stato qualcuno che avrebbe dovuto proteggerlo e che dovrebbe proteggerci tutti. Ho chiuso gli occhi e ho cercato di descrivere quello che potrebbe essere stato il mondo visto ai suoi occhi, nella sua ultima settimana“.