Hermanin (+Eu): crescita sostenibile sia priorità futuro governo

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Roma, 19 ago. (askanews) - Urge promuovere un fronte di coloro che vogliono "che la crescita sostenibile (non il "taglio delle poltrone" e men che meno il No a tutto) sia il primo punto dell'agenda di un futuro governo del Paese". E' quanto scrive, in un articolo per 'Linkiesta', Costanza Hermanin, vicesegretaria di Più Europa. Un fronte che Più Europa sta provando a costruire, fra l'altro "con l'iniziativa Figli Costituenti cui Linkiesta ha aderito".

"In queste convulse giornate estive incentrate sulla possibile risoluzione di una crisi di governo ancora non conclamata - sottolinea Hermanin - la discussione ruota attorno al 'con chi' piuttosto che su 'per che cosa' dare un nuovo governo al paese. Anzi, il riferimento ai contenuti è stato strategicamente relegato a espressioni come esecutivo 'di scopo', 'istituzionale' o 'di legislatura', lasciando per un indefinito 'dopo'la definizione di un qualsiasi programma o addirittura di un nuovo 'contratto' di governo".

"Di ambiente non si parla - osserva ancora l'esponente di Più Europa - nonostante i nostri wishful thinking. E così, mentre Germania e Norvegia iniziano a modulare persino la propria politica estera in virtù dell'emergenza ambientale (si veda lo stop dei rispettivi finanziamenti milionari per la riforestazione dell'Amazzonia al Brasile di Bolsonaro) e 29 tra Stati e città americane ricorrono in giudizio contro la politica energetica di Trump che riabilita il carbone, la questione ambientale continua a rimanere fuori da quella italiana".

La proposta - avanzata dal direttore de 'Linkiesta' di un governo con una piattaforma programmatica ambientalista viene dunque letta con "attenzione", cogliendone "l'urgenza e la necessità". "Siamo però scettici - argomenta Hermanin - sulla possibilità che questa svolta ambientalista per il governo dell'Italia (necessaria, anzi urgente) possa davvero affermarsi in un contesto in cui la precondizione per far partire un nuovo governo sarebbe - da parte del M5S e di Di Maio - il 'taglio delle poltrone'. Anche peggio se si guarda l'approccio anti-scientifico e anti-tecnologico avuto dal M5S rispetto ai temi ambientali. In fondo, tra taglio delle poltrone e sindrome del No a tutto c'è un legame profondo: la sfiducia tanto nelle istituzioni della politica che nella scienza, intesa come istituzione di fondo del progresso umano".