Hillary Clinton: biografia del futuro presidente USA

La campagna elettorale americana sta entrando nel vivo, ma nel Partito Democratico il tema del giorno non è Barack Obama, ma Hillary Clinton. La ex first lady sembra sempre più intenzionata a candidarsi alle presidenziali 2016 e suo marito, Bill, ha un piano ben preciso in mente.

Il fascino di Obama. Quella che sembrava una rielezione sicura, oggi è meno certa. Il fascino di Barack Obama ha perso la forza di un tempo e i sondaggi vedono Mitt Romney avvicinarsi sempre più. Il presidente USA paga la crisi economica e, soprattutto, la sua incapacità di affrontarla. Dopo essere stato l'uomo del futuro quattro anni fa, infatti, Obama ha scoperto sulla sua pelle una grande – e banale – verità. E' molto più facile scrivere slogan vincenti che metterli in pratica. E così, dopo aver dato per anni la colpa a Bush, ora punta il dito contro l'Europa. Ma è sempre meno credibile, e anche i suoi sponsor remano contro.

Bill, cosa stai facendo? In particolare negli ultimi giorni gli analisti politici a stelle e strisce notano come uno dei maggiori testimonial di Obama, l'ex presidente Clinton, stia remando contro il suo candidato. Clinton, infatti, non ha lesinato complimenti all'avversario, Mitt Romney, sottolineandone soprattutto le capacità economiche e le qualifiche proprio nel campo finanziario. Insomma, l'uomo giusto al posto giusto. Peccato che non sia il suo candidato. Perché, dunque, Bill Clinton, pur facendosi fotografare sempre al fianco di Obama sembra boicottarlo? L'ipotesi che sta girando a Washington è semplicissima: Hillary Clinton punta alle presidenziali del 2016 e preferisce arrivarci dopo quattro anni di governo repubblicano. Una mossa astuta, come tutta la carriera della ex first lady.

Patata bollente. La crisi c'è, e governare oggi è durissimo. Obama ha deluso i suoi elettori nei primi quattro anni e un altro mandato rischia di portare i democratici ai minimi storici elettorali, servendo la vittoria nel 2016 su un piatto d'argento ai repubblicani. Ed ecco il piano dei Clinton: boicottare Obama, far vincere Romney, rifilare ai repubblicani la grana crisi e, tra quattro anni presentare Hillary come la donna forte che rialzi l'America. Donna forte, sicuramente coraggiosa e che non ha mai guardato in faccia a nessuno per ottenere ciò che voleva.

Biografia di una vincente. O arrivista, se preferite. Hillary Diane Rodham Clinton è un avvocato di 65 anni, con un passato repubblicano. Da giovanissima, infatti, partecipò attivamente alla campagna elettorale di Barry Goldwater – ideologo della destra americana e padre putativo di Ronald Reagan -, prima di sposare posizioni più liberal e avvicinarsi al Partito Democratico. Divenuta avvocato, conobbe Bill Clinton proprio nella facoltà dove entrambi insegnavano e si sposò nel 1975. Mentre seguiva la carriera politica del marito, governatore dell'Arkansas dal 1978, la Clinton divenne un importante avvocato soprattutto nel campo delle proprietà intellettuali. Con l'elezione di Bill a presidente degli Stati Uniti, Hillary venne nominata dal marito a capo dell'unità sulla Riforma della Sanità Nazionale. Riforma, che però non venne mai approvata dal Congresso, nonostante la netta maggioranza democratica. Una brutta sconfitta per la Clinton al suo primo impegno politico nazionale, cui seguì il famoso scandalo Lewinski. In questa occasione Hillary dimostro tutto il suo carisma, il suo coraggio, ma anche il suo cinismo, stando vicino al marito, ma emancipandosi dal ruolo di semplice first lady. Accettò, suo malgrado, i tradimenti di Bill senza abbandonarlo – restando così nella Washington che conta – ma si smarcò, diventando sempre più Hillary Clinton e sempre meno la moglie di Bill.

Da senatrice a Segretario di Stato. La fine dell'era Clinton alla Casa Bianca coincise con l'inizio dell'era politica di Hillary. Eletta, con grande maggioranza, al Senato americano sia nel 2000 sia nel 2006, il 21 gennaio 2009 subentra a Condoleezza Rice come Segretario di Stato nel Governo Obama. Carica che pochi mesi fa ha annunciato di non voler mantenere in caso di rielezione di Barack Obama alla Casa Bianca. Già, perché dall'anno prossimo inizierà la sua lunga campagna elettorale per essere la prima donna presidente degli Stati Uniti.

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