Hillary Unplugged in un doc di 4 ore: una donna che sa di non piacere

Filippo Brunamonti

Park City (Utah) – “Hillary Clinton ci sta trollando?Se lo chiedeva il New York Times in un commento di Lisa Lerer, facendo notare ai lettori che, solo nelle ultime settimane del 2019, Mrs. Clinton ha ribattezzato il presidente Trump un “corrotto tornado umano”, si è rifiutata di apparire ad un panel con Kirstjen Nielsen, ex segretaria della Homeland Security, criticata per la sua linea sulla gestione dei migranti al confine con il Messico, e si è scagliata contro Tulsi Gabbard, deputata delle Hawaii e una delle sostenitrici più accanite di Bernie Sanders, avversario della Clinton alle primarie democratiche, lasciando intendere che, in realtà, lei sia una favorita dei russi. La Hillary Unplugged (letteralmente “non collegata alla presa di corrente”, “senza amplificazione”) è viva e vegeta nel documentario di Nanette Burstein, presentato al Sundance Film Festival qualche giorno dopo l’inizio ufficiale dell’impeachment, il processo a Trump nell’aula del Senato con sedute da capogiro e i Democratici che tentano di scalfire lo scudo dei Repubblicani. 

Hillary: quattro ore di documentario. La serie avrà il suo dovuto streaming su Hulu il 6 marzo, giusto in tempo per il Super Tuesday, ed è una delle anteprime più attese del Sundance, il festival fondato nel ’78, nel cuore dello Utah, e casa di Robert Redford, il Sundance Kid che alla cerimonia ufficiale invita regolarmente stampa e membri dell’industria nel suo ranch a nord-est di Provo, alle pendici del monte Timpanogos, per guardare, insieme, al futuro del cinema indie. Di Hillary se ne è già cominciato a parlare con quella risposta (virale) della Clinton all’Hollywood Reporter. Quando le è stato chiesto che ne pensa di Bernie Sanders, attualmente uno dei frontrunners per la nomination democratica, lei non ha battuto ciglio, attirandosi l’odio (residuo) della sinistra: “Nobody likes him, nobody wants to work with him. He got nothing done” Clinton dice in Hillary....

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