Hiv: disturbi di tipo cognitivo nel 25% dei casi -3-

Cro-Mpd

Roma, 18 ott. (askanews) - All'interno del comitato scientifico di questo appuntamento si contano i più importanti esperti di questo settore, come Steven Deeks, Magnus Gisslen, Richard W. Price e Ronald Swanstrom. "L'Italia ha sempre avuto un ruolo importante, anche a livello internazionale, su questo fronte - conclude Antinori - grazie ai suoi importanti contributi a livello scientifico. Si è quindi creato, nel corso degli ultimi venti anni, un network internazionale, con esponenti europei e americani, che si muove in maniera coordinata: questo meeting, giunto alla sua ottava edizione, rinsalda di fatto queste collaborazioni internazionali su questa specifica ricerca su HIV e le sue complicanze.

Gli specialisti italiani assicurano che in Italia la quasi totalità dei pazienti, ad oggi in terapia antiretrovirale, ha una viremia controllata: il 90-95% dei soggetti in cura sono in una condizione di soppressione della carica virale. Ma persistono alcuni problemi. Innanzitutto il sommerso, ossia quelle persone che non sanno di essere HIV positive: secondo stime recenti si parla di circa 15mila soggetti che, ignari della propria condizione, possono sfociare in uno stadio avanzato di malattia, nonché infettare altre persone. E' importante, inoltre, agire preventivamente: oltre la metà delle nuove diagnosi avviene in una fase di immunodeficienza e una nuova diagnosi su cinque, avviene in fase di malattia conclamata (AIDS). Una terapia precoce offre quindi importanti prospettive di salute, sicurezza, efficacia.