Hiv: disturbi di tipo cognitivo nel 25% dei casi -2-

Cro-Mpd

Roma, 18 ott. (askanews) - "Il sistema nervoso centrale è inoltre un serbatoio naturale per il virus, perché alcune cellule nel sistema nervoso centrale, come i macrofagi e la microglia, possono albergare il virus - prosegue il clinico - in queste cellule può essere presente una infezione persistente, che si replica più lentamente o comunque in maniera diversa rispetto a quanto avviene nel sangue periferico e negli altri compartimenti. Combattere questo virus, che si nasconde nel cervello, è la nuova grande sfida per le cosiddette strategie di "cura funzionale", che puntano ad arrivare al controllo della replicazione virale anche in assenza di terapia".

Roma ospita l'ottava edizione di NeuroHIV, International Meeting on Hiv Infection of the Central Nervous System, presso l'NH Collection Vittorio Veneto. L'appuntamento, organizzato dall'Ospedale San Raffaele di Milano e dall'Istituto Spallanzani di Roma, conta sulla presenza nella faculty di importanti ricercatori di base e clinici del panorama scientifico italiano e internazionale.

"Diverse le novità sul fronte clinico che emergono da questo simposio - spiega Paola Cinque, Specialista in Malattie Infettive all'Ospedale San Raffaele di Milano - Innanzitutto è emerso che i problemi neurologici gravi nelle persone trattate non si vedono quasi più, e si riscontrano solo in persone sieropositive non in terapia. Invece c'è un grosso problema, quello relativo ai disordini cognitivi, che potrebbero però anche essere dovuti ad altri problemi neurologici e all'età. Il legame tra virus e problemi cognitivi, infatti, è da stabilire con certezza: l'interpretazione di questi dati non è univoca. In una prospettiva più generale, comunque, è fondamentale tenere presente che la persistenza del virus nel sistema nervoso rappresenta un potenziale ostacolo verso l'ambizioso obiettivo di eradicazione dell'infezione. Questo aspetto va quindi tenuto presente nel disegno e nella conduzione degli studi sui nuovi approcci terapeutici che si prefiggono di eliminare il virus dall'organismo o di tenerlo sotto controllo al di là delle terapie tradizionali".

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