"Ho deciso di non morire stupidamente come fanno tutti gli altri. E di trattare la morte come un problema da risolvere"”

Giuseppe Fantasia

La vita è un massacro, ma la morte – come disse Francis Bacon a Francis Giacobetti, “è stupida”. È il più grande mistero dell’umanità, nulla da obiettare, che ha scomodato filosofi, scienziati e tanti altri senza però mai essere svelato. “A me, la morte scandalizza”, scrive Frédéric Beigbeder nel suo nuovo libro, “Una vita senza fine”, appena uscito per Bompiani nella traduzione di Silvia Ballestra. “Prima ci pensavo una volta al giorno. Da quando ho cinquant’anni ci penso ogni minuto”. “Se gran parte degli esseri umani ne accettano l’ineluttabilità, non è un mio problema”, continua il pubblicitario e fondatore del prestigioso Prix de Flore, dedicato ai giovani autori, già autore di bestseller come Windows on the World e Memorie di un giovane disturbato. “Non odio la morte, anzi, odio la morte – ci dice quando lo incontriamo in un hotel romano – ma per quanto mi riguarda, non vedo cosa ci si guadagni a morire”. La morte, aggiunge, “è roba da pigri e solo i fatalisti possono crederla ineluttabile”.

Il suo nuovo libro, già ai vertici delle classifiche francesi, racconta come si è impegnato “per smettere – come dice lui che da sempre ama le provocazioni - di morire stupidamente come fanno tutti gli altri”. A cinquant’anni, con due figlie e una brillante carriera, fisico asciutto, capelli lunghi e barba, ha cominciato a notare alcuni cenni di cedimento “che si sono fatti sempre più inquietanti”. Il suo cervello sembra molto più giovane del corpo e il pensiero della morte è divenuto per lui ossessivo fino a portarlo a compiere dei veri e propri viaggi in Israele tra grandi luminari e cibi antiossidanti alla disperata ricerca dell’immortalità. “Appartengo all’ultima generazione mortale e voglio far parte della prima generazione immortale”, ci ribadisce davanti a un caffè poco prima di partire per Firenze dove sarà ospite della seconda edizione del Festival dei Lettori. “La mia morte è...

Continua a leggere su HuffPost