"Ho passato le ore a rileggere i dati, a cercare di capire come e perché il Governo abbia deciso di usare provvedimenti così diversi"

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Il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio
Il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio

Un po’ come fatto dal suo collega Fontana, anche il presidente del Piemonte Alberto Cirio contesta la griglia del Governo che da venerdì 6 novembre impone sulla Regione un nuovo lockdown. Non contesta però la durezza dei provvedimenti, ma il criterio adottato dal ministero che ha salvato alcune regioni, come Liguria e Campania e ne ha chiuse altre, come appunto il Piemonte che aveva una situazione analoga alle altre due. Dopo le sue esternazioni, si è scontrato con la sindaca di Torino Chiara Appendino che ha difeso il Governo.

Dpcm, Cirio: “Misure diverse, ma situazioni simili”

“È mattina presto, ma vi confesso che questa notte non ho dormito – ha scritto Cirio su Facebook – Ho passato le ore a rileggere i dati, regione per regione, a cercare di capire come e perché il Governo abbia deciso di usare misure così diverse per situazioni in fondo molto simili”. “Scelte così importanti” sono state prese “sulla base di dati vecchi di almeno 10 giorni“. In questo tempo c’è stato un “netto miglioramento dell’Rt del Piemonte, sceso nell’ultima settimana grazie alle scelte di prudenza che la Regione aveva già saputo adottare”. Ma questo dato, continua Cirio, “non è stato preso in nessuna considerazione. Voglio che mi si spieghi la logica di queste scelte. Il rispetto delle istituzioni fa parte della mia cultura. Ed io rispetto lo Stato. Ma anche il Piemonte merita rispetto. Lo meritano i piemontesi e le tante aziende che forse non riapriranno. Ed io per loro pretendo dal Governo chiarezza”.

Sulla questione è intervenuta la sindaca di Torino Chiara Appendino: “In questo momento drammatico, le istituzioni devono assumersi le proprie responsabilità. Il Governo l’ha fatto, stabilendo dei criteri di rischio per le Regioni. Sono migliaia i piemontesi bloccati in casa da un sistema sanitario che per stessa ammissione della Regione, non sta reggendo, migliaia le imprese obbligate a chiudere che potrebbero non riaprire più”.