"Ho venduto Ciesse Piumini a Mittel perché restasse italiana"

Mittel ha rilevato il 90% di Sport Fashion Service, società che detiene tre brand come Ciesse Piumini, Ciesse Outdoor e West Scout. Un'operazione da una quindicina di milioni di euro e un'azienda con un fatturato di 25 milioni, ma alla cui origine c'è una storia molto italiana, passata attraverso la crisi del 2008, una clamorosa rinascita e, alla fine, la scelta di vita radicale di un uomo che per anni è stato tra i protagonisti dell'abbigliamento sportivo made in Italy: Flavio Milani

Il ritorno di Ciesse Piumini in mani italiane è del giugno del 2011, quando Fremil International srl la acquisisce dal fondo di investimento Gem dopo il fallimento dell'obiettivo di quotarla in borsa entro il dicembre del 2010.  L'avventura della Fremil (che già distribuiva lo storico marchio di abbigliamento per la neve e lo sci West Scout) si arena nelle secche della crisi economica e l'azienda è costretta a chiedere un concordato in continuità al 100%.

La ristrutturazione finanziaria vede una nuova società, la Sport Fashion Service prendere in affitto le attività della Fremil  e stringere un accordo di distribuzione e design e gestione dell'area commerciale con la 30gradi srl per il 40% di tutte le vendite a marchio Ciesse Piumini.

Nel 2016, grazie ai buoni risultati della collaborazione che portano a un consolidato di 30gradi e Sport Fashion Service di 26 milioni di euro, quest'ultima è in grado di pagare il concordato che si chiude nell'aprile del 2017, alla sua naturale scadenza. Ciesse Piumini e West Scout vanno a gonfie vele e tutto sembra preludere a un luminoso futuro, ma è a questo punto che Flavio Milani, ad della azienda, decide di vendere. "Non ce la facevo più" racconta all'Agi, "sopravvivere alla crisi aveva consumato tutte  le mie risorse, avevo lasciato in secondo piano la mia sfera personale, sacrificato quello che non dovrebbe essere sacrificabile e non volevo più rivivere momenti come quelli in cui avevo visto quasi morire la mia azienda".

Milani, 57 anni, è nella moda da quando ne aveva 25. E' nel 1987 che si inventa il marchio West Scout e nel 1989 è uno dei primi italiani a creare una linea di produzione in Cina, a Tianjin. E' lì che nel 2006 nascerà la prima impresa europea interamente a capitale straniero ed è al management locale ("per me sono come figli" dice) che venderà la Tianjin WS con tutto il portafoglio ordini "per mantenere attiva la linea di produzione e i livelli occupazionali". 

I livelli occupazionali: la prima preoccupazione quando viene presa la decisione di vendere. I marchi Ciesse e West Scout fanno gola a molti, però Milani non vuole vendere al miglior offerente: gli interessa che i brand sopravvivano e che realtà di eccellenza come il centro di ricerche di Pomezia e il network produttivo rimangano in attività. E' per questo che viene accantonata l'offerta dei fondi di investimento e scelta quella della famiglia Stocchi, che nel 2017 acquisisce il 70% della Sport Fashion Service attraverso il Blue Line Group. Vendita perfezionata questa mattina con la cessione del restante 30% alla Mittel e a due altri investitori entrati con quote del 5%, 

Curiosamente, per la chiusura dei giochi Milani ha scelto di tornare alle origini. E' lui l'artefice della collezione, l'ultima realizzata prima della cessione, che oggi è nei negozi, come 30 anni fa. Con la garanzia che Ciesse e West Scout resteranno marchi italiani e con la forza lavoro di Pomezia - che negli ultimi due anni è quasi raddoppiata - che resterà al proprio posto.