Honda rialza le stime grazie a vendite in ripresa e taglio dei costi

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La ripresa del mercato in Cina, Giappone e Stati Uniti e il lavoro di riduzione dei costi hanno favorito il miglioramento dei conti di Honda Motor che oggi ha presentato i risultati del terzo trimestre dell'anno fiscale in corso (che si chiuderà il prossimo 31 marzo) rivedendo al rialzo le previsioni di utili con un profitto operativo stimato ora fino a 520 miliardi di yen contro i 420 miliardi della stima a novembre. Rivisto al rialzo da 390 a 465 miliardi di yen anche l'utile netto mentre i ricavi dovrebbero toccare i 12.950 miliardi di yen.

Nel trimestre ottobre-dicembre Honda ha registrato un aumento dei profitti del 67% con un utile operativo di 277,7 miliardi di yen , in aumento del 66,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre le vendite sono aumentate dello 0,6% a 3.770 miliardi di yen per un totale di auto vendute cresciuto del 10,7% annuo a 1,38 milioni di unità.

"I risultati delle vendite di automobili hanno superato lo stesso periodo dello scorso anno da ottobre a causa principalmente del lancio della nuova N-One", ha detto Seiji Kuraishi, chief operating officer di Honda, in conferenza stampa, riferendosi al lancio della micro city car avvenuto in Giappone a novembre.

Honda stima di vendere 4,5 milioni di auto a livello globale nell'anno fiscale che si chiude al 31 marzo rispetto a una precedente previsione di 4,6 milioni di unità. Spicca in questo scenario la crescita in Cina, uno dei mercati più grandi di Honda, con +6,4% a dicembre sulla scia della ripresa generale del settore dalla pandemia di coronavirus.

Honda ha confermato l'accelerazione verso auto elettriche e altri veicoli a emissioni zero, puntando a un target di due terzi della sua produzione elettrificati entro il 2030. Sulle prospettive della casa spicca l'impatto della carenza globale di semiconduttori automobilistici che ha portato Honda a tagliare la produzione il mese scorso di circa 4.000 unità, proprio per l'assenza di questi componenti fondamentali.

"Se non ci fosse carenza di semiconduttori, l'utile di esercizio di quest'anno fiscale sarebbe superiore a quello dell'anno scorso, assorbendo gli impatti del COVID-19. È un peccato", ha detto durante una conferenza virtuale Seiji Kuraishi, vicepresidente esecutivo.

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