Hong Kong è l'economia meno indebitata al mondo

Gianluca Maurizi

Per oltre 150 anni "gioiello" della Corona britannica, Hong Kong è oggi una delle economie globali più brillanti e sviluppate. E per l'Index of economic freedom della Heritage Foundation la più libera al mondo, grazie a una burocrazia efficiente e a un sistema di tassazione particolarmente leggero.

L'adozione delle regole internazionali negli affari, la forte innovazione tecnologica, l'ampia diffusione della lingua inglese fanno dell'antico porto affacciato sul Mar cinese meridionale, tornato a Pechino nel 1997, uno dei mercati più appetibili per gli investitori esteri, un 'ponte' unico per avvicinare il Paese del Dragone.

A confermarlo c'è la classifica di Doing Business, secondo cui Hong Kong à il quarto posto migliore sulla Terra per avviare un'impresa.

IL PAESE MENO INDEBITATO AL MONDO - Il primo dato che balza agli occhi è quello del debito pubblico, che nel 2018 è risultato pari allo 0,05% del Pil. Un numero che fa di Hong Kong il Paese meno indebitato al mondo in rapporto al prodotto interno lordo e dei suoi cittadini, su cui gravano appena 22 euro di debito pro-capite, i meno indebitati del Globo.

PIL PRO-CAPITE OLTRE 41.000 EURO - Nel 2018 il Pil pro-capite è stato pari a 41.029 euro, cifra che pone Hong Kong al 18esimo posto della classifica mondiale. L'indice di Sviluppo calcolato dalle Nazioni Unite fa poi salire la città al settimo posto, grazie anche agli 84,68 anni di vita media e a un tasso di mortalità pari al 6,3%. Per volume del Pil Hong Kong è invece 36esima. 

IL TERZIARIO È IL SETTORE TRAINANTE - Il settore trainante dell'economia è il terziario da cui proviene circa il 93% del Pil. I settori più importanti dell'economia sono il commercio all'ingrosso e al dettaglio (22% del Pil), la finanza e le assicurazioni (17,6%), la pubblica amministrazione e i servizi sociali (17,5%), l'immobiliare e i servizi professionali (10,9%), i servizi postali, di magazzinaggio e di trasporto (6,5%).

TRASPORTI DA RECORD - Hong Kong è un hub fondamentale per le relazioni con la Cina continentale e l'Estremo Oriente. Il suo porto mercantile è sesto al mondo per movimentazione di container dietro a Shangai, Shenzen, Ningbo Zhushan e Busan. Il suo aeroporto è l'ottavo più trafficato a livello globale per numero di passeggeri.

DALLE PROTESTE ALLA CRISI - Le proteste politiche hanno segnato profondamente l'economia. Nel terzo trimestre il Pil è sceso del 3,2% su base congiunturale. Un dato che, dopo la contrazione dello 0,5% segnata tra aprile e giugno, ha fatto ufficialmente entrare il Paese in recessione tecnica per la prima volta dal 2009. Su base annua il calo è stato del 2,9%, anche in questo caso peggior andamento degli ultimi 10 anni.

L'indice Pmi è sceso a novembre al minimo dall'inizio della serie storica di Markit nel 2008. Il tasso di occupazione delle strutture alberghiere è diminuito del 23%, mentre le vendite al dettaglio sono diminuite del 18% a settembre. L'export di beni, nel terzo trimestre, è crollato del 7% su base annua, quello di servizi del 13,7%, mentre gli investimenti fissi lordi hanno segnato un pesantissimo -16,3%.