## Hong Kong, ambasciatore Cina attacca Usa: architetti proteste -2-

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Roma, 9 ago. (askanews) - "Secondo la legge vigente a Hong Kong la polizia ha il dovere di tutelare tutte le manifestazioni pacifiche. Ma quello che è accaduto è che a Hong Kong non ci sono più manifestazioni pacifiche, ma forme di violenza", ha lamentato Li, il quale ha ripetuto un'accusa già formulata nei giorni scorsi da Pechino: le dimostrazioni "hanno preso le caratteristiche delle 'rivoluzioni colorate'". Una valutazione, questa, che richiama le analoghe rivoluzioni colorate nell'Est Europa e insinua il sospetto che vi sia una mano esterna a suscitarle.

In realtà, dal punto di vista del diplomatico cinese, non si tratta di un sospett,o ma di una vera e propria certezza. "Credo che se l'obiettivo dei manifestanti era quello di fermare l'emendamento alla legge sulle estradizioni, lo stop da parte della governatrice Carrie Lam (la 'Chief Executive' dell'amministrazione di Hong Kong, ndr.) sia stata una risposta più che soddisfacente", ha affermato il diplomatico. "Il problema è che però oggi ci sono gruppi di pochi estremisti dietro di loro che portano avanti ancora le proteste con la scusa della legge sull'estradizione, ma in realtà con obiettivi politici".(Segue)