Hong Kong, Cina: Arrivo nuove truppe semplice rotazione militare

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Roma, 30 ago. (askanews) - L'arrivo di nuove truppe nella guarnigione cinese di stanza a hong Kong fa parte di una semplice rotazione militare. Lo ha riferito il governo di Pechino secondo quanto riporta la CNN. Malgrado le rassicurazioni, la mossa ha comunque suscitato nuove preoccupazioni nell'amministrazione Usa e tra la popolazione dell'ex colonia inglese quando ci si approssima al 13esimo week end consecutivo di proteste antigovernative.

Il portavoce del ministero della Difesa cinese Ren Guoqiang ha detto che la "rotazione" delle truppe dell'Esercito di Liberazione del Popolo Cinese a Hong Kong è una "misura di routine". La Cina ha stanziato truppe a Hong Kong da quando la città è stata riconsegnata ai cinesi nel 1997 dalla Gran Bretagna. Il portavoce ha detto che il momento della rotazione di quest'anno era "simile alle rotazioni precedenti" ed "è stato deciso in base all'ordine della Commissione militare centrale e alle esigenze di difesa della Regione amministrativa speciale di Hong Kong" ma ha evitato di rispondere a chi gli chiedeva se il numero di truppe e la quantità di attrezzature siano aumentati dall'ultima rotazione.

L'arrivo dei militari si è svolto nel cuore della notte in contemporanea con la rotazione della guarnigione nella vicina Macao. I funzionari militari statunitensi sono preoccupati per i nuovi movimenti e si sono detti scettici sulle spiegazioni cinesi. Il timore specifico riguardo i prossimi giorni è che le manovre in corso mettano le forze di Pechino in una posizione ancora più faovrevole per reprimere tempestivamente nuove manifestazioni. Quella prevista per sabato è già stata vietata.

"Stiamo monitorando da vicino i movimenti militari cinesi a Hong Kong e dintorni", ha detto il tenente colonnello del Pentagono David Eastburn in un comunicato. "Siamo con i paesi del G7 nel chiedere che la violenza sia evitata e nel riaffermare l'importanza della dichiarazione congiunta sino-britannica".

La guarnigione cinese conta 6.000 uomini e secondo la costituzione della città, il governo di Hong Kong può chiedere il suo aiuto "per il mantenimento dell'ordine pubblico e per i soccorsi in caso di calamità". I funzionari dell'amministrazione e della polizia hanno ripetutamente negato la necessità di fare ricorso all'esercito, anche se le proteste hanno preso una piega sempre più violenta. Questo non ha fermato la preoccupazione dilagante che a un certo punto Pechino potrebbe reprimere le manifestazioni usando l'esercito, preoccupazione che è stata rafforzata da un grande accumulo di forze paramilitari al di là del confine di Shenzhen.

Molti analisti paventano gli effetti politici ed economici di una nuova Tiennamen. Infatti qualsiasi eco del massacro di Piazza Tienanmen del 1989, quando le truppe militari sgomberarono con i blindati il centro di Pechino dai manifestanti per la democrazia, potrebbe far crollare il mercato azionario di Hong Kong e non solo comportando una fuga delle imprese straniere da Hong Kong con possibili pesanti conseguenze anche sulla Cina.