Hong Kong, Cina conferma il sostegno a Carrie Lam

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Roma, 3 set. (askanews) - La Cina ha confermato oggi il suo sostegno alla Chief Executive di Hong Kong, Carrie Lam, e alla polizia del territorio semi-autonomo, dopo che la stampa internazionale aveva ipotizzato che la leader hongkonghese avesse offerto le sue dimissioni a Pechino, circostanza smentita anche dall'interessata.

In una lunga conferenza stampa convocata oggi dall'Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao preso il Consiglio di Stato (il governo cinese), due portavoce hanno ribadito la posizione di Pechino che vede nelle proteste una rivolta che ha "l'odore del terrorismo".

La portavoce Xu Luying ha ribadito che, per Pechino, la proprità è "fermare la violenza" e la Cina "sostiene la Chief Executive nell'usare ogni tipo di norma per difendere lo stato di diritto". In questo senso anche poteri emergenziali sono stati discussi.

Anche perché, ha detto l'altro portavoce, Yang Guang, negli ultimi scontri sono state usate 100 bombe molotov e i dati personali di 1.600 poliziotti sono stati diffusi online. "In un primo momento non sapevo questo quanto danno collaterale avrebbe provocato...ma ora so che significa morire assieme, posso sentire odore di terrorismo", ha sostenuto.

Yang ha puntato il dito contro "mani nere" che hanno l'obiettivo di danneggiare Hong Kong ck e hub finanziario asiatico. Ha evidenziato di aver sentito slogan che invocavano l'"indipendenza di Hong Kong" da parte di "rivoltosi violenti", non allineati ai manifestanti pacifici, che vorrebbero "una rivoluzione colorata".

Xu ha rincarato la dose: nel confermare il sostegno alla polizia di Hong Kong, ha tuttavia ribadito che, se le cose dovessero sfuggire al controllo, la Cina è legittimata a intervenire in base al cosiddetto Articolo 18, che consente all'Esercito di liberazione popolare cinese di prendere il controllo della città.