Hong Kong, funzionari filo-Cina accusati d’ipocrisia per beni esteri

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Image from askanews web site
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Roma, 21 apr. (askanews) - Un rapporto pubblicato oggi da Hong Kong Watch, un'organizzazione pro-democrazia, ha accusato oggi nove funzionari e 12 membri dell'assemblea legislativa di Hong Kong di avere proprietà all'estero - nel Regno unito, Canada, Usa, Australia, Giappone e Francia - godendo così di libertà che sono invece negate ai comuni cittadini.

Gli esponenti indicati nel rapporto sono tutti considerati fedelissimi di Pechino e hanno espresso pubblicamente sostegno alla controversa Legge di sicurezza nazionale, in base alla quale centinaia di militati pro-democrazia hongkonghesi sono finiti agli arresti.

Hong Kong Watch - un'organizzazione con base in Gran Bretagna fondata dal militante per i diritti umani Benedict Rogers nel 2017 - ha accusato questi esponenti del fronte filo-cinese e componenti dell'amministrazione di Hong Kong di "ipocrisia" e ha chiesto che i paesi interessati effettuino un'analisi degli asset appartenenti a esponenti hongkonghesi, introducendo una specifica lista di sanzioni nei loro confronti.

"Nonostante lamentino l''interferrenza straniera' e critichino il mondo democratico, la nostra ricerca dimostra che i funzionari e i parlamentari di Hong Kong che sono complici dell'attuale repressione dei diritti umani a Hong Kong, sono più che contenti di continuare a usare l'Occidente come santuario sicuro per le loro ricchezze nascoste", ha affermato Sam Goodman, analista di Hong Kong Watch, il quale ha chiesto che i paesi occidentali "interrompano per i funzionari di Hong Kong l'accesso alle loro proprietà occidentali, ai conti bancarie e ai titoli".

Secondo Ted Hui, un esponente per i diritti umani esiliato, "questi lealisti di Pechino e le loro famiglie che possiedono beni in paesi liberi come Australia, Usa, Regno Unito, Canada e Giappone, godono della libertà e protezione che questi paesi offrono per i loro possedimenti. Ironicamente, queste stesse persone ordinano la confisca di beni di molti di noi dissidenti come punizione per aver cercato libertà e democrazia. I leader dei paesi liberi non devono continuare a consentire a gente che viola i diritti umani di avvantaggiarsi della libertà nei loro paesi per nascondere il denaro e gli asset".

Le personalità "pizzicate" da Hong Kong Watch includono membri del governo dell'ex colonia britannica, come per esempio Sophia Chan, la ministra per la salute e l'alimentazione, che possiede a Londra tre immobili, due dei quali in proprietà comune con la sorella. Chan è stata una delle più strenue sostenitrici della legge sulla sicurezza nazionale e delle norme approvate un anno fa su input di Pechino, che escludono dalle elezioni e dagli incarichi pubblici i cittadini ritenuti "non patriottici".

Un altro esponente del governo indicato da Hong Kong Watch è il segretario al commercio e allo sviluppo economico Edward Yau, che possiede tre case in Gran Bretagna con la sua famiglia. Yau è stato molto attivo nel tentativo di sopprimere della libertà di stampa a Hong Kong.

Hon Kong Watch ha puntato il dito anche contro il ministro per il servizio pubblico Patrick Nip, il quale ha chiesto al Consiglio legislativo di approvare una norma che indica come un reato l'insulto a funzionario pubblico, che possiede un appartamento a Londra. Mentre la moglie di Christopher Hui, segretario al tersoro e ai servizi finanziari, è co-proprietaria di un immobile in Australia e un altro a Singapore.

La denuncia di Hong Kong Watch viene il mese prima delle elezioni per il rinnovo della leadership dell'ex colonia britannica.

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