Hotel, supermarket e banche, ecco che fine hanno fatto le sedi dei partiti della Prima Repubblica

(Adnkronos) - Supermercati, alberghi, 'suites' di design, banche. Se, come nel film 'Good bye Lenin', un fan della Prima Repubblica si aggirasse oggi per il centro di Roma alla ricerca dei segni gloriosi del passato, resterebbe traumatizzato. Nelle sedi dei partiti storici non troverebbe nulla della storia del pentapartito. L'ultimo caso è quello di Botteghe oscure, la storica sede del Pci, destinata a diventare un hotel di lusso. E la Dc, il Psi, il Pli o il Pri? Tutte le sedi storiche dei partiti sono state ormai dismesse, abbandonate, destinate ad altri usi. Un'onda lunga che è arrivata a lambire anche i partiti della Seconda Repubblica.

Botteghe oscure è un luogo mitico per chi ha fatto (o anche solo seguito) politica a sinistra, dal dopoguerra in poi. Dal '46 è stata la sede del Pci, al civico 4, acquistato dalla famiglia Marchini per 30 milioni di lire. E questo fino al 2000, l'anno del trasloco a via Nazionale 75. Da allora, il 'Bottegone' ha dismesso le sue insegne politiche e nulla riconduce al glorioso passato. Al piano terra, dopo una sede di Rinascita, la libreria, ha aperto un supermercato. Bisogna curiosare nell'androne del palazzo per trovare segni del Pci: l'opera di Giò Pomodoro 'Parete di misure', il bancone di granito, la statua di Gramsci, la teca con la bandiera della Comune di Parigi. Resteranno dove sono, hanno assicurato i progettisti del nuovo albergo.

A pochi passi da Botteghe oscure c'è piazza del Gesù. Al civico 46 del palazzo Cenci-Bolognetti, in una trentina di stanze tra il primo e il secondo piano, nel 1944 venne aperta la sede della Democrazia cristiana. E così fino alla dissoluzione del partito, nel '94. Anche lì, oggi non c'è nessuna traccia di De Gasperi e soci. Dopo una serie di ristrutturazioni e cambi di destinazione, oggi vi trovano spazio sede la Autorità sugli scioperi e altri uffici, come l'Associazione delle banche popolari.

(Adnkronos) - Niente, oggi, a via del Corso numero 476 farebbe pensare agli anni del ruggenti del Psi. La sede del Partito socialista italiano per anni è stata crocevia delle vicende politiche del Paese, da Craxi a Pertini. Adesso, oltre ai maxi store al piano terra il palazzo ospita gli uffici dell'Aran, la Rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni. Il tour della Prima Repubblica porta a zonzo sempre nel centro di Roma, un pò più giù rispetto al Psi: in Frattina 89 aveva sede il Partito liberale italiano. Ma da tempo non vi sono più tracce di Benedetto Croce e dei suoi eredi, dove oggi sventola la bandiera degli uffici del Console di Singapore.

E la sede del Partito Repubblicano? Stessa sorte. In piazza dei Caprettari 70, palazzo Lante, dove Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini presiedevano le riunioni politiche, l'edera è stata sradicata da tempo. Vi trovano spazio gli uffici della presidenza dell'Istituto nazionale di fisica nucleare. Agli irriducibili cacciatori di emozioni politiche anni '80-'90 bisogna però segnalare un altro indirizzo: via della Scrofa. Al 39 sorgeva la storia sede del Movimento sociale italiano. Oggi l'Msi non esiste più ma ne palazzo si trovano Fratelli d'Italia, la Fondazione An e la redazione del Secolo d'Italia, in qualche modo gli eredi della tradizione della destra italiana.

La triste parabola delle sedi (e anche dei partiti) della Prima Repubblica si è però allungata anche sulla Seconda Repubblica. Anzi, su uno dei simbolo più forti di quel periodo: Forza Italia. Per 20 anni il partito di Silvio Berlusconi ha avuto la sua sede a via dell'Umiltà, sempre vicino al Parlamento. Inaugurata nel dicembre del '93 è rimasta tale fino al 2013. Per le stanze animate dalla "discesa in campo" del Cavaliere il destino, comune, è quello di relais a 5 stelle. E anche il Partito democratico, alla attuale sede del Nazareno è arrivato dopo il trasloco dalla prima sede al Circo Massimo, voluta da Walter Veltroni e poi dismessa dopo poco.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli