Huawei ha aperto un centro per la cybersicurezza a Roma. È il quarto in Europa

Alessio Nisi
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AGI - Un contesto internazionale in cui nel 2020 gli attacchi informatici sono aumentati, in cui le vulnerabilità sono cresciute, con conseguenze economiche e danni sempre maggiori. In cui l'80% degli attacchi avviene ai danni di "strutture informatiche vecchie di due anni" e in cui "il tempo medio per una patch (una soluzione) per tappare una falla è di 85 giorni".

"Se ci vuole tanto, pensate a quanti danni si possano provocare". Il recentissimo e gigantesco caso Exchange di Microsoft, uno degli attacchi informatici più rilevanti della storia, parla da solo. L'estensione della superficie di attacco, frutto anche del massiccio utilizzo delle nuove tecnologie a causa della pandemia, fa il resto. Sono alcuni degli elementi emersi nel corso dell'inaugurazione del Cybersecurity & Transparency Center di Huawei a Roma. A metterli nero su bianco è stato prima degli altri John Suffolk, Global Cybersecurity and Privacy Officer della compagnia di Shenzhen. Suffolk ha anche ricordato le recenti preoccupazioni legati ai "codici delle agenzie di intelligence"

La necessità di standard comuni

Per Suffolk "le leggi sono ancora legate ad un mondo analogico, offline. Il mondo è andato avanti, ma qualcuno è rimasto fermo" ha detto. Proprio così, in un mondo in cui tra 5 anni "la metà della Cina sarà connessa in 5G". Che cosa fare? Suffolk ha richiamato tutti alla necessità di "standard e certificazioni comuni e modi comuni per verificare la sicurezza dei prodotti e leggi armonizzate". Ha auspicato poi che governi assumano "il controllo di quello che succede su Internet e mettano in campo delle soluzioni".

Perché un cybersecurity center

Il Cybersecurity & Transparency Center è parte della sede di Huawei a Roma, inaugurata nel 2019. È in via del Serafico, nel cuore dell'EUR, ad una manciata di chilometri dalla sede di un'altra tech company cinese, ZTE. Il Centro, che si aggiunge a quelli già operativi a Banbury (Regno Unito), Bonn, Dubai, Toronto, Dongguan e Bruxelles, fornisce ad agenzie governative, tecnici esperti, associazioni di settore ed enti di standardizzazione, una piattaforma per comunicazioni di sicurezza, collaborazione e innovazione sugli standard di sicurezza e i meccanismi di verifica, consentendo ai nostri clienti di eseguire verifiche di sicurezza e testare le apparecchiature Huawei.
I numeri: La struttura è parte dell'investimento di Huawei nella sicurezza informatica che ammonta al 5% degli investimenti in ricerca e sviluppo dell'azienda, con una media di 750 milioni di dollari all'anno.

Sicurezza e rigore scientifico

Della digitalizzazione dell'economia e di come le tecnologie che la favoriscono quali AI, il largo impiego di IoT, Cloud, Realtà Virtuale e non da ultimo l'Edge Computing, rappresentino da una parte una grossa opportunità per la crescita dell'economia e dall'altra espongano ad alto rischio le infrastrutture sensibili del Paese ha parlato invece Luigi De Vecchis, Presidente Huawei Italia. "In queste situazioni - ha spiegato - non si può parlare di sicurezza senza un sano approccio basato sul rigore scientifico, fornendo evidenze e prove concrete, e non su speculazioni infondate". Il riferimento è all'esclusione del colosso cinese dalla realizzaione delle reti in alcuni Paesi. Per De Vecchis "il problema va affrontato congiuntamente, operatori, vendor e istituzioni. Il nostro Cyber Security Transparency Centre fa parte della strategia che seguiamo da molti anni e oggi, con l'inaugurazione di questo Centro, puntiamo a fornire un ambiente costruttivo dove dimostrare la nostra apertura, spirito di collaborazione e trasparenza, contribuendo a costruire un'Italia digitale e sicura insieme ai nostri clienti e partner".

Il piano smart city di Roma

All'inaugurazione della struttura di Huawei nel 2019 partecipò anche il sindaco di Roma Virginia Raggi. Oggi, in via del Serafico, era presente per Roma Capitale, Massimo Bugani, capo staff del Campidoglio. Bugani ha sottolineato come "la sfida della sicurezza e della protezione dei dati e dei cittadini riguarda tutti. È una responsabilità comune". Ha ricordato poi che il Piano Smart City di Roma Capitale "è stato approvato in giunta 15 giorni fa e ora va in Consiglio Comunale, con molti servizi che richiederanno massima attenzione". Nelle prossime settimane ha annunciato poi "inaugureremo le piazze smart".