I cibi proibiti e le pietanze più strane d’Europa

Se pensiamo che secondo il Rapporto scientifico della Commissione Europea del 16 dicembre 1998 “il foie gras (nella foto) è il fegato malato di un volatile affetto da steatosi epatica”, non è strano pensare che anche da noi siano previste norme restrittive in proposito. Il gavage ad esempio (alimentazione forzata) è vietato in Germania da quasi vent’anni, nonostante non lo sia la vendita del foie gras, mentre in moltissime altre nazioni non è necessaria neanche una legislazione ad hoc, perché è sufficiente ricorrere a quella sul maltrattamento degli animali. Esiste peraltro anche una direttiva dell’Unione europea nella quale si raccomanda la cessazione della pratica del gavage ovunque essa sia ancora in vigore. Gli unici paesi europei dove ciò è ancora possibile sono Francia, Spagna e Ungheria.

Sono parecchie le restrizioni negli alimenti, in Europa, che vanno dai formaggi non pastorizzati (i più buoni) a composti alimentari che assumiamo per via indiretta, come l'ormone della crescita bovina. Un noto esempio di cibo che sarebbe vietato produrre è il casu marzu. Si tratta di formaggio pecorino colonizzato dalle larve della mosca casearia. C’è il sospetto che mangiare il casu marzu sia dannoso per la salute ma il prof. Antonio Farris, docente di Microbiologia agro alimentare alla facoltà di Veterinaria dell'Università di Sassari, sostiene che ciò non è vero perché le uova della mosca casearia, potenzialmente nociva, non possono sopravvivere nello stomaco e quindi non possono riprodursi. Per sicurezza le norme emanate dall'Unione Europea non ne consentono più la produzione e la commercializzazione, perché in contrasto con le norme igieniche e sanitarie.

E poi ci sono i cibi che forse dovrebbero essere proibiti: pensiamo al brodo di mirauda, Coluber viridiflavus, il serpente più diffuso in Italia e usato nel risotto nel biellese; a Roma la paiata, quella parte dell'intestino di manzo denominato "duodeno" che comprende il chimo, una sostanza ‘molto saporita’, ma a ben pensarci un poco disgustosa; in Maremma si usa il merdocchio (nei paesi nordici Schnepfedreck), ossia le feci della beccaccia, come principale ingrediente del patè; in Sicilia il lattume, ricavato dalle gonadi del tonno (in parole povere lo sperma di colore crema che viene consumato tagliato a fettine e condito); in Francia il retto di maiale ripieno, in Spagna le rabo de toro al vino (che poi sono i testicoli con cui si fa anche la cima alla genovese ed altre specialità italiche); in Lapponia si fa l'estratto in brodo del pene del maschio di renna, dicono sia afrodisiaco.

E poi troviamo l’haggis, il tradizionale pasto degli highlander scozzesi (già utilizzato dagli Sciti e descritto da Omero), una specie di mortadella fatta con le interiora, grasso e carne dell’ovino dove si utilizza lo stomaco dell’animale come pentola di cottura), mentre in Islanda ci sono l’hákarl, carne di squalo putrefatta, o l’hrútspungur, testicoli di montone tenuti a bagno nel siero di latte e poi schiacciati fino a dargli la forma di una torta. Eppure tutto ciò viene cucinato e gustato.

Le vie del palato sono infinite.

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