"I dipendenti delle Rsa che dicono 'no' al vaccino saranno sospesi. È una battaglia"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
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Asian nurse taking care of mature male patient sitting on wheelchair in hospital. Young woman and old man wearing surgical face mask for protection of covid 19 pandemic. Girl smile to elderly man. (Photo: Kiwis via Getty Images)
Asian nurse taking care of mature male patient sitting on wheelchair in hospital. Young woman and old man wearing surgical face mask for protection of covid 19 pandemic. Girl smile to elderly man. (Photo: Kiwis via Getty Images)

“C’è diffidenza e paura, ogni giorno è una battaglia. Chi dice no al vaccino, rimarrà senza stipendio per otto mesi”. Giovanni Belloni, presidente dei medici delle residenze per anziani, sta combattendo una difficile lotta: molti dipendenti delle Rsa non vogliono vaccinarsi, una scelta rischiosa per gli ospiti delle strutture e il dottor Belloni sta lavorando per invertirla. Al momento sta incontrando i dipendenti no-vax nelle strutture, parla con loro per fugare i dubbi. Su 300 persone incontrate, il 75-76 per cento si è convinto. “Ma è durissima” racconta in un’intervista a Repubblica, e non sempre le ragionevoli argomentazioni del dottore bastano a dissipare i timori infondati dei dipendenti. Bisogna allora “intervenire decisi”.


“Spiegando che si può rischiare la sospensione dal lavoro per otto mesi. E qui bisogna distinguere tra i soggetti che non possono essere vaccinati, per ragioni sanitarie accertate: la presenza di un tumore in fase attiva, un problema di autoimmunità importante. Per loro, otto mesi di sospensione retribuiti. Nel caso dei no-vax, stesso periodo di sospensione, ma non retribuito”.

Otto mesi perché tanti ne dovrebbero bastare per immunizzare il 70 per cento delle persone nelle residenze per anziani


“Se qualcuno rifiutasse ancora, trasferimento. Sempre che sia possibile, però. Bisognerebbe trovare mansioni che non siano a contatto con i pazienti. Nelle strutture grandi, come il Pio Albergo Trivulzio di Milano, sicuramente ci saranno posti da magazziniere, o altro. Nelle piccole no, è molto difficile”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.