I duri grillini rilanciano sul Mes e con una lettera minacciano voto contrario

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·2 minuto per la lettura
ROME, ITALY - FEBRUARY 15: New leader of 5-Star Movement Vito Crimi and Italian Minister of Foreign Affairs Luigi Di Maio attend in a national demonstration called by 5-star movement (M5S) to defend a recent law that cut the parliamentary pensions, on February 15, 2020, in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - FEBRUARY 15: New leader of 5-Star Movement Vito Crimi and Italian Minister of Foreign Affairs Luigi Di Maio attend in a national demonstration called by 5-star movement (M5S) to defend a recent law that cut the parliamentary pensions, on February 15, 2020, in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Le firme erano molte, con il passare delle ore sono diminuite ma restano comunque parecchie. Sedici senatori e oltre quaranta deputati M5s chiedono, con una lettera indirizzata ai vertici pentastellati, che la riforma del Meccanismo europeo di stabilità non venga approvata né tanto meno venga utilizzato il Mes sanitario. Dunque sono pronti a votare contro la risoluzione di maggioranza che sarà presentata in Aula il 9 dicembre dopo l’intervento del premier Giuseppe Conte. Se così fosse, se la fronda non dovesse rientrare o sgonfiarsi, si rischierebbe una crisi di governo. “L’unico ulteriore passaggio che i parlamentari del Movimento 5 Stelle avrebbero per bloccare la riforma del Mes - si legge - sarebbe durante il voto di ratifica nelle due Camere”. Ecco la minaccia di voto contrario che tuttavia con il passare delle ore si ridimensiona grazie al lavoro di mediazione da parte dell’ala più governista. La trattativa è in corso ed è stata anche convocata d’urgenza una riunione via Zoom di tutti i parlamentari grillini per venerdì sera.

Ecco intanto i ribelli, i 16 senatori firmatari della lettera: Abate Rosa Silvana, Angrisani Luisa, Corrao Margherita, Croatti Marco, Crucioli Mattia, Di Micco Fabio, Granato Bianca, Guidolin Barbara, Lannutti Elio, Lezzi Barbara, Mininno Cataldo, Morra Nicola, Romano Iunio Valerio, Trentacoste Fabrizio, Vanin Orietta. C’era anche, nel documento in possesso dell’Huffpost, il nome della senatrice Loredana Russo, che poi ha smentito dicendo di non aver firmato alcun documento. La corsa al ritiro della firma è iniziata e c’è chi ironizza: “Molti forse non avevano capito cosa stavano firmando, altri si sono resi conto che in questo modo fanno cadere il governo”.

Tanto è vero che lo “stato maggiore” grillino è in apprensione e si sta muovendo, in queste ore, per mettere già in ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.