I genitori di Lorenzo, 20enne morto di anoressia: "Si è spento lentamente davanti a noi"

Lorenzo Seminatore (Photo: facebook)

Quella con il peso per Lorenzo, 20 anni, era diventata una battaglia. Una lotta  durata sei anni con sé stesso, con l’immagine di sé, con i suoi pensieri, con le sue paure. Il Corriere della Sera riporta le parole di chi alla battaglia di Lorenzo contro l’anoressia ha assistito, cercando di stargli accanto: genitori e professori.

“Lo abbiamo visto spegnersi lentamente, senza poter far nulla per salvarlo”, raccontano mamma Francesca e papà Fabio, che oggi denunciano la loro impotenza di fronte a una malattia che forse viene sottovalutata. “Ci siamo spesso sentiti soli e spaesati — spiegano —. E ci siamo scontrati contro una dura realtà: non esistono in Italia strutture pubbliche in grado di accogliere e curare i ragazzi che soffrono di queste patologie”.

I genitori di Lorenzo hanno scelto di raccontare la storia di loro figlio per essere di aiuto ad altre famiglie.

“Molte famiglie stanno vivendo lo stesso calvario che abbiamo affrontato noi. Questi ragazzi devono essere curati e non tutti possono permettersi centri privati. Le istituzioni devono muoversi: prima con la prevenzione nelle scuole, poi investendo nella sanità. Mancano anche i percorsi di sostegno alle famiglie. In ospedale si limitano a fare flebo di potassio e poi rispediscono i pazienti a casa”.

″È sempre stato un ragazzino molto esigente, un perfezionista. Poi, all’improvviso, un giorno qualcosa in lui è scattato e ha smesso di mangiare”, raccontano i genitori. Lorenzo aveva iniziato a soffrire di anoressia quando frequentava ancora il liceo. In quel periodo aveva affrontato il primo ricovero presso la clinica privata a Brusson, in Valle d’Aosta: dalla sua stanza, il ragazzo continuava a studiare. Gli insegnanti del suo Istituto di Moncalieri gli mandavano i compiti via mail.

“Per aiutarlo, i professori andavano a Brusson a interrogarlo. Così non ha perso l’anno scolastico: la scuola per lui era molto importante”.

Poi la lenta ripresa: Lorenzo ingrassa di venti chili, ricomincia a frequentare gli amici. Il ritorno a scuola lo aiuta, ma l’avvicinarsi degli esami di maturità coincide con un nuovo crollo. Una volta arrivato all’università, la situazione precipita. 

E oggi la sua insegnante di lettere, Elena Aliberti, lo ricorda così: “Hai attraversato la vita con il passo lieve di un contrabbandiere. Acrobata sull’acqua, tenuto in scacco dalla sua sensibilità”.

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