I neutrini più veloci della luce: ma cosa significa questa scoperta?

Superata la velocità della luce? La rivoluzionaria scoperta del Cern che ha individuato nei neutrini una velocità maggiore della luce di circa 60 nanosecondi: che cosa significa veramente?
 
ASSOLUTO E RELATIVO - Einstein è stato “battuto”, crolla la teoria della relatività. Il mondo della fisica - e non solo - è in subbuglio. Certezze su cui si è basato lo studio della fisica per decenni e decenni improvvisamente non sono più tali. Adesso tutto cambia, o potrebbe cambiare.
 
I NEUTRINI - L'esperimento condotto dagli studiosi del Cern all'interno della struttura denominata Opera ha codificato una nuova velocità della luce. I neutrini sono una particella elementare; non hanno carica elettrica né carica di colore e interagiscono solo attraverso la forza nucleare debole e la forza di gravità. Solo recentemente si è scoperto che dispongono di massa, seppur piccola. Secondo l'esperimento del Cern, 15mila neutrini hanno percorso i 730 chilometri che lo separano dal Gran Sasso in 2,4 millesecondi con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocità della luce.
 
RITORNO AL FUTURO - Se lo spazio-tempo così come ipotizzato fino ad oggi non fosse più continuo, ecco che diventerebbero teorizzabili i viaggi nel tempo o le traversate interstellari su lunghezze impensabili. "Se uno prende alla lettera che ci sia una cosa più veloce della luce allora si arriverebbe a paradossi fantascientifici". A dirlo è il professor Stefano Forte, del dipartimento di fisica dell'università di Milano. "Il mitizzato viaggio nel tempo, oppure compiere viaggi di lunghezze cosmiche nello spazio. La realtà al momento è che bisognerà invece rifare da zero tutta la teoria relativa su cui si basa tutta la fisica delle interazioni fondamentali moderne e il modo in cui rifarla è sconosciuto a tutti". Bisogna però andare con piedi di piombo: "La distanza tra il punto di lancio dei neutrini, a Ginevra, e l'arrivo, il Gran Sasso, è di 730 chilometri. Questa viene misurata con la precisione di venti centimetri, ma se il margine di errore diventasse anche solo di 40, il risultato ottenuto diminuirebbe in modo significativo, annullandone la portata".
 
 
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