I Savoia fanno causa allo Stato italiano: la richiesta degli eredi di Umberto II

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I Savoia fanno causa allo Stato italiano: la richiesta degli eredi di Umberto II (Photo by Salvatore Laporta/Getty Images)
I Savoia fanno causa allo Stato italiano: la richiesta degli eredi di Umberto II (Photo by Salvatore Laporta/Getty Images)

I Savoia fanno causa allo Stato italiano. Gli eredi dell'ultimo re d'Italia, Umberto II, chiedono la restituzione di tutti i gioielli della Corona, custoditi in un caveau di via Nazionale a Roma dal 1946. La richiesta arriva dal principe Vittorio Emanuele e le principesse Maria Gabriella, Maria Pia e Maria Beatrice, pronti a citare in giudizio la presidenza del Consiglio, il ministero dell'Economia e la Banca d'Italia.

"È pronto l'atto di citazione a giudizio e nel giro di pochi giorni sarà depositato in tribunale", ha spiegato all'AGI l'avvocato dei Savoia, Sergio Orlandi.

La richiesta degli eredi dei Savoia

"In riferimento ai gioielli, a tutti i beni mobili personali e della famiglia dei Savoia, depositati dal Re d’Italia Umberto II presso la Banca d’Italia, affinché venisse assicuratala custodia e garantita la vigilanza necessaria per la conservazione ai fini della restituzione. Voglia cortesemente la Banca d’Italia, in persona del suo Governatore, provvedere, entro 10 giorni dal ricevimento della presente, alla restituzione di quanto sopra indicato, concedendone, altresì, la contestuale visione, avendone gli eredi stessi il pieno diritto. Voglia la Banca d’Italia contattare lo studio del sottoscritto per gli accordi necessari e riservati. In difetto verranno adite le competenti Sedi Giudiziarie, per l’ottenimento dei diritti spettanti agli eredi".

Il tentativo di mediazione tra le parti ha dato esito negativo. E sulle cifre, il legale non si sbilancia. "C'è un inventario, ci sono dei beni. A differenza degli altri, questi non sono mai stati confiscati e sono rimasti pendenti. Perciò devono essere restituiti".

La risposta di Banca d'Italia e dello Stato

Secco il no da parte di Palazzo Koch, che ha così giustificato la sua risposta: "I gioielli sono custoditi fin dal 1946 presso la Banca d’Italia, che non può disporne senza un coordinamento con le Istituzioni della Repubblica coinvolte. La richiesta di restituzione avanzata non può pertanto essere accolta, tenuto conto delle responsabilità del depositario".

A questo punto gli eredi di casa Savoia, il principe Vittorio Emanuele e le principesse Maria Gabriella, Maria Pia e Maria Beatrice, citeranno in giudizio la presidenza del Consiglio, il ministero dell'Economia e la Banca d'Italia per la restituzione dei gioielli.

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