Ibra ko, Milan sulle spalle di Leao: come cambia l'attacco di Pioli

Federico Albrizio

Anche gli dei possono cadere, ora il Milan si ritrova senza il suo punto di riferimento: Zlatan Ibrahimovic si è fermato. Gli esami che lo svedese sosterrà domani chiariranno la reale entità dell'infortunio, ma è chiaro che i rossoneri dovranno fare a meno dell'esperto centravanti per almeno un mese/un mese e mezzo: una brutta notizia di per sé, aggravata dal tour de force cui saranno costrette le squadre italiane per completare la stagione. Stefano Pioli costretto a reinventarsi il Milan, un'impresa che si preannuncia complicata.

TUTTO SU LEAO - Soprattutto per ristrettezza di scelte: senza Ibra, il peso dell'attacco sarà tutto sulle spalle di Rafael Leao. Il portoghese di fatto sarà l'unica punta di ruolo a disposizione del tecnico, perché se è vero che Ante Rebic in carriera ha giocato anche al centro dell'attacco, lo ha fatto solo in coppia (con Piatek e Leao in questa stagione) e il meglio lo ha comunque fatto vedere quando Pioli lo ha spostato sull'out mancino, da dove ha prodotto sette gol e un assist tra campionato e Coppa Italia. Poco adatto anche Daniel Maldini, già solo per fattori tecnici che lo vogliono più abituato alla trequarti. Tutto sull'ex Lille quindi, che dovrà però invertire la tendenza della prima parte della stagione, con numeri che rendono poco onore a una punta: due soli gol e un assist dall'inizio dell'anno, troppo poco per sostenere le ambizioni europee dei rossoneri. Leao unica punta, ma con l'attuale sistema di gioco potrebbe esserci un problema anche di natura tattica.

CAMBIO MODULO? - Per caratteristiche infatti, il prossimo 21enne (li compirà a giugno) poco si presta al fondamentale lavoro svolto da Ibrahimovic: da solo lo svedese è in grado, grazie alla sua fisicità, di garantire verticalità al Milan, aprire spazi per gli inserimenti di Castillejo e Rebic e, di conseguenza, spalancare la corsia mancina per le cavalcate di Theo Hernandez. Con Leao questo non sarebbe possibile, con l'ex Lille che preferisce sfruttare la propria rapidità per svariare su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento fissi alla difesa avversaria: una soluzione questa che cozzerebbe con l'idea di nove nel 4-2-3-1 di Pioli, in cui questo tipo di lavoro è svolto prettamente dal trequartista in appoggio, Calhanoglu. Ecco perché Pioli potrebbe anche optare per un cambio di sistema di gioco, con il ritorno al 4-3-3 che aveva dato risultati e gioco al Milan prima dell'arrivo di Ibra: Castillejo e Rebic sugli esterni, Leao al centro con Calhanoglu, Kessie, Paquetà e Bonaventura come mezzali votate all'inserimento negli spazi aperti dai movimenti di Leao. Il Milan attende l'esito degli esami di Zlatan, ma Pioli si prepara: senza lo svedese dovrà reinventarsi non solo l'attacco, ma tutti i movimenti offensivi della squadra.

@Albri_Fede90