Ibrahimovic, la vicenda dell'azienda di scommesse é un caso 'politico': quanti sospetti dopo il ritorno in nazionale

Andrea Distaso
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Le vicende di campo stanno diventando ultimamente un fatto accessorio nel mondo di Zlatan Ibrahimovic: persino la discussa espulsione di Parma, che lo costringerà a saltare la prossima partita di campionato contro il Genoa, ha ceduto il passo di fronte alle polemiche per la sua presenza in un ristorante milanese domenica scorsa, nonostante la Lombardia e il suo capoluogo fossero ancora in zona rossa, e di fronte al caso della sua partecipazione come socio di un'azienda che si occupa di scommesse in Svezia. Un investimento che il codice etico di Uefa e Fifa non contemplano per gli atleti professionisti e che possono portare sino a una pesante sanzione economica o a una lunga squalifica per l'asso svedese. In assenza di prese di posizione ufficiali da parte del Milan o della Federalcio del suo Paese, dall'entourage del calciatore - che avrebbe messo già in moto i propri legali di fiducia - iniziano a filtrare le prime precisazioni e i primi chiarimenti sulla vicenda.

SPY STORY - L'ingresso di Ibrahimovic nell'organigramma di Bethard.com, attraverso la società per azioni Unknown AB a lui intestata, risale al 2018 e dalla Svezia, che ha riportato alla ribalta il caso nelle scorse ore, sono giunte conferme sul fatto che l'attaccante del Milan detenga tuttora delle quote nella controllante dell'azienda di betting (Gameday Group PLC). A tre anni di distanza, il coinvolgimento del campione di Malmoe in un'operazione finanziaria apparentemente non contemplata dai regolamenti torna a galla e, secondo quanto raccolto da calciomercato.com, i sospetti di Ibra sono legati a chi abbia potuto avere un interesse e un vantaggio dalle rivelazioni del quotidiano Aftonbladet. Quella che inizia ad assumere tutti i contorni di una spy story è una vicenda che affonderebbe le sue radici nei rapporti tutt'altro che idialliaci tra Ibrahimovic, parte dell'opinioni pubblica svedese e alcuni componenti della nazionale allenata da Janne Andersson.

RAPPORTI TESI - In patria non è stata digerita proprio da tutti la scelta di riconvocare in nazionale l'attaccante a 5 anni di distanza dalla sua precedente apparizione all'Europeo 2016 e a pochi mesi dall'inizio dell'edizione itinerante che sarà disputata quest'anno dopo il rinvio per Covid dell'estate 2020. Durante il periodo di lontananza, Zlatan non ha mancato di rivolgere pensieri poco carini nei confronti dello stesso Andersson - le critiche sulla gestione dello juventino Kulusevski uno degli esempi che hanno destato più clamore - e dei Blågult (gialloblù) e, nonostante questo, la notizia della missione diplomatica a Milano nei mesi scorsi dello stesso ct per riportarlo in gruppo ha alimentato e non poco il dibattito. Sospetti, spifferi, indiscrezioni e le questioni di campo che fanno ormai da corollario: Ibra è sempre più un caso, anche per il Milan.