Icardi-Inter, fine della storia: il divorzio obbligato e le frasi al veleno di Wanda Nara

Stefano Bertocchi

Fine della storia: Mauro Icardi e l'Inter si salutano definitivamente. Dopo annate fatte di gol, illusioni, polemiche ed esili, Maurito dice addio al Biscione e si prepara per la sua nuova avventura come giocatore del Paris Saint-Germain. E forse, analizzando lo sviluppo dell'avventura milanese del rosarino, non poteva andare diversamente.

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Da bomber e simbolo al centro del progetto, Icardi all'Inter si è ritrovato drammaticamente solo. Senza la fiducia della società e l'amore di gran parte del tifo nerazzurro, privato della pesante fascia da capitano e della preziosa numero 9 che si era messo sulle spalle dal primo giorno ad Appiano Gentile, il 9 luglio 2013. Da lì in poi si contano 219 presenze, 124 gol e 39 assist in nerazzurro. Numeri che nessuno potrà mai cancellare. 

L'insanabile rottura arriva nel febbraio 2019. Con la moglie manager Wanda Nara che recita da attrice protagonista, creando i presupposti per l'addio tra una possibile icona e un club tra i più importanti al mondo. "Mi sono arrivate delle chiamate, ma non dico di chi - disse nel novembre 2017 al Corriere dello Sport -. Il suo valore? Minimo 200 milioni". Nel febbraio 2018 altra dichiarazione - sempre al Corriere dello Sport: "In questo periodo si sono avvicinate un paio di squadre importanti che hanno mostrato di apprezzare Mauro. E io che mi occupo del suo futuro devo almeno ascoltarle, valutare le condizioni e la situazione".

"All'Inter se vuole può cacciare o portare persone alzando solo un dito" disse invece nel maggio del 2018 durante il programma radiofonico Perros de la Calle (Metro). A queste parole si aggiungono poi i vari "Volevano mandarlo alla Juventus, è stato Mauro a dire no e a voler rimanere all’Inter" ('Tiki Taka', dicembre 2018), "Non è la prima partita che si dice di Perisic che gioca male. L’addio? Forse ci sono anche problemi personali" ('Tiki Taka', gennaio 2019). Fino a giungere al pienone del febbraio 2019, ultimo mese del Mauro capitano nerazzurro, sempre a 'Tiki Taka'. Attacchi allo spogliatoio ("Vorrei che Mauro fosse più tutelato dalla squadra, perché a volte escono delle cattiverie da dentro"), consigli all'allenatore ("Lautaro? Ha fatto gol anche per un grande movimento di Mauro - in riferimento alla rete con cui l'Inter ha centrato la prima vittoria nel 2019 in trasferta a Parma -. Icardi è stato servito poco in questo periodo. Magari Spalletti poteva mettere prima Martinez, dovrebbe approfittare del fatto che sono amici, fra loro non c’è rivalità"), suggerimenti sul mercato alle strategie societarie e critiche velate ai compagni dell'allora capitano ("Se mi date da scegliere tra il rinnovo e l’arrivo di uno che gli mette cinque palloni buoni, forse preferisco che Mauro abbia un aiuto in più").

I gol sono importanti, ma conta anche tutto il resto. E la storia tra Icardi e l'Inter, visti gli sviluppi dell'ultimo anno e mezzo, forse non poteva andare diversamente.

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