Idee europee contro il caro energia

Idee europee contro il caro energia

I depositi di gas dell'Unione europea sono pieni in media all'80%, ma i rischi in vista dell'inverno non sono scongiurati.

Viste le possibilità di interruzione delle forniture dalla Russia (il Nord Stream 1 è al momento chiuso per manutenzione) e l'aumento costante dei prezzi dell'energia negli ultimi mesi, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato un "intervento di emergenza" e una riforma strutturale del mercato energetico.

Riunione cruciale

Le sue parole hanno avuto effetti positivi sui mercati, ma è chiaro che sul lungo periodo servirà un cambiamento significativo nella politica energetica comunitaria.

L'appuntamento per discuterne è fissato a Bruxelles venerdì 9 settembre, quando si incontreranno per una riunione straordinaria i ministri dell'Energia dei 27 Paesi dell'Unione.

Una novità strutturale potrebbe essere quella di "sganciare" il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas. Al momento, tutta l'elettricità viene venduta al costo più alto necessario per produrla: significa che anche quella proveniente da altre fonti costa come quella prodotta dal gas, in questo periodo molto caro. Gli aumenti si ripercuotono poi sulle bollette di famiglie e imprese, ora in grande difficoltà.

Le idee sul tavolo

Nel dibattito comunitario intervengono anche i deputati del Parlamento europeo. In molti puntano il dito contro le speculazioni che avvengono sul mercato del gas, contrattato al Title Transfer Facility di Amsterdam.

"Abbiamo visto come i prezzi del gas sono scesi del 30 o del 40% dopo l'annuncio di von der Leyen. Non sappiamo se è una coincidenza ma sembra di no. È in corso una speculazione sul mercato del gas che dovremo analizzare e la Commissione europea ha gli strumenti per farlo", , dice ad esempio il socialista spagnolo Nicolás González Casares.

Sulla stessa linea la connazionale del gruppo della Sinistra, Sira Rego. "Dobbiamo muoverci verso un sistema tariffario più equo, più trasparente, con più controllo pubblico e, soprattutto, che ci faccia pagare l'energia che consumiamo davvero e non un prezzo gonfiato artificialmente dalle speculazioni".

Il Parlamento europeo ha già discusso le possibilità di tassare gli extraprofitti delle imprese del settore o l'istituzione temporanea di un tetto al prezzo del gas, come richiesto tra l'altro dal governo italiano in relazione al combustibile proveniente dalla Russia.

Alcuni eurodeputati sostengono la necessità di maggiori investimenti a livello europeo, a cominciare dalle interconnessioni nella rete energetica chiamate a garantire la solidarietà tra gli Stati membri.

"Dobbiamo rivedere le priorità del programma di investimento dell'Unione. Non possiamo spendere 500 milioni di euro e non avere ancora progetti di infrastrutture energetiche transnazionali. Questa sarebbe la priorità numero uno perché invia il segnale ai mercati che si agirà su una prospettiva di medio termine”, le parole del popolare tedesco Christian Ehler.

Su una cosa, comunque, sono tutti d'accordo: bisogna fare qualcosa e bisogna farlo prima dell'inverno.