Identikit dell'acqua giusta: non inquina, è sana, è buona

Red

Roma, 20 mar. (askanews) - Non esiste al mondo risorsa naturale più indispensabile dell'acqua, fonte primaria di idratazione per ogni individuo. Bere acqua è il consumo quotidiano più frequente e diffuso, eppure anche un gesto così semplice e comune per ognuno di noi spesso si trasforma goccia dopo goccia in un contributo "involontario" all'inquinamento dell'intero ecosistema. È per questo che in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, Culligan - realtà di riferimento a livello internazionale nel settore del trattamento acqua con un'esperienza di oltre 80 anni - ha deciso di impegnarsi ancora una volta in prima linea per promuovere un consumo più responsabile e consapevole di questa risorsa lanciando l'utile guida #BevilAcquaGiusta.

Oggi più che mai, infatti, è essenziale assumere maggiore coscienza dell'impatto delle proprie abitudini, persino quelle più scontate e consolidate. Partiamo da un dato di fatto: in Italia l'acqua degli acquedotti è di ottima qualità ed è soggetta a normative e controlli di garanzia. Eppure, noi italiani siamo tra i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale in bottiglia, secondi solo ai messicani.

La diffusa sfiducia e la disinformazione nei confronti dell'acqua del rubinetto rende quest'abitudine talmente radicata che - secondo gli ultimi dati Ismea - nel nostro Paese il volume di vendita delle minerali in plastica è raddoppiato negli ultimi dieci anni.

Ma qual è l'acqua giusta da bere? Per il benessere dell'ecosistema non può senz'altro essere quella in bottiglia. Attraverso questa breve guida, Culligan spiega perché scegliere l'acqua del rubinetto, migliorata grazie ai più moderni sistemi di filtraggio al punto d'uso, è la più valida alternativa all'acqua minerale, in grado di coniugare salubrità e igiene, economicità e rispetto per l'ambiente.

1. NON INQUINA Non è in plastica né in vetro e non viaggia su camion: l'acqua giusta è a Km0 e 100% packaging-free Il consumo diffuso di acqua in bottiglia è causa di inquinamento su più fronti, in particolar modo nel caso dei contenitori in plastica PET. Basti pensare che ogni singola persona che beve la quantità raccomandata di 2 litri d'acqua al giorno3 consuma annualmente ben 486 bottiglie da 1,5 l pari a 18 kg di plastica. Un'abitudine che costa all'ambiente 34,3 kg di petrolio utilizzato per la realizzazione del PET e 60,5 kg di CO2 frutto della produzione e del trasporto delle relative bottiglie. Se moltiplichiamo questi quantitativi per l'intera popolazione italiana, i numeri diventano da capogiro. Quanto a emissioni di anidride carbonica, anche le minerali in vetro non sono da meno: sempre basandoci sul consumo di acqua medio di una singola persona, il processo produttivo delle relative bottiglie da 1 litro e il loro trasporto costano all'ambiente 60,2 kg di CO2 all'anno.

L'acqua giusta non dovrebbe inquinare il pianeta e l'alternativa eco-friendly alle minerali è molto più a portata di mano di quanto si possa pensare. Migliorando ulteriormente la cosiddetta "acqua del Sindaco" tramite erogatori d'acqua come quelli proposti da Culligan - unici nel settore ad essere consigliati da Legambiente - è possibile bere un'acqua a Km0 totalmente packaging-free: non occorre altro che spillarla in un bicchiere o riempirci la borraccia!(Segue)