Identikit delle vittime nella fase pre-Omicron

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covid omicron
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Covid, nella fase pre-omicron-afferma l’epidemiologo La Vecchia per l’adnkronos salute – “guardando ai dati fino al 20 dicembre, gran parte dei morti fino a quella data erano non vaccinati o vaccinati con due dosi da più di 3 mesi. Quindi, è chiaro che bisogna sbrigarsi a fare la terza dose£.

Covid, la difficile interpretazione dei dati ai tempi di Omicron

L’avvento della variante Omicron nel nostro paese e la conseguente impennata dei contagi, ha reso complicata l’interpretazione dei dati di questi ultimi giorni.

Quante ospedalizzazioni sono dovute a Omicron e quante a Delta? In attesa di dati e studi più consolidati sul peso della nuova variante riguardo le ospedalizzazioni e i decessi, è possibile però fare il punto sull’identikit delle vittime nella fase subito precedente a quella del dilagare di Omicron.

Covid, i dati dei decessi nella fase pre-Omicron

Prova a tracciare un quadro Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Università Statale di Milano, analizzando per l’Adnkronos Salute gli ultimi dati disponibili:

“L’ultimo report Iss sui morti Covid è del 28 dicembre, e gli ultimi dati disponibili sono del 20 dicembre, quindi una fase pre-Omicron . Questi dati ci dicono che, se guardiamo ai decessi al 20 dicembre, nella fascia dei 60-79enni, che sono quelli che muoiono di più per Covid, circa il 30-35% dei pazienti che non ce l’hanno fatta erano non vaccinati e circa il 60% erano vaccinati con sole due dosi da oltre 3 mesi. Molto pochi, meno del 10%, erano o vaccinati da meno di 3 mesi o con tre dosi. I non vaccinati rappresentano poi circa il 40% dei morti over 80″.

Dati che non devono trarre in inganno. Lo puntualizza subito l’esperto: “Sebbene ci sia questo paradosso, più vittime vaccinate, in realtà muoiono di più i non vaccinati perché sono il 10% e fanno insieme circa il 40% dei decessi. L‘altro problema è la massa di vaccinati con due dosi da più di 3 mesi che è ormai la maggioranza dei morti. ”

Diverso il discorso per la fascia di età più giovane. Ad esempio, per quella 40-59 anni – che rappresenta il 10% dei morti – spiega La Vecchia, “i decessi sono sostanzialmente quelli di pazienti non vaccinati, nell’80% circa dei casi

Covid, la conclusione sull’analisi dei decessi pre-omicron

La conclusione? “Se uno è giovane per morire di Covid deve non essere vaccinato, se invece si hanno più di 60 anni può morire anche chi ha fatto due dosi di vaccino, molto meno chi ne ha fatte tre. Quindi bisogna sbrigarsi a fare il booster”. Ma questo, ripete, “è un quadro pre-Omicron”.

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